Capotreno ferito con un machete, sale l’agitazione. M5S: pochi agenti abbandonati a sé stessi; colpa dei tagli di Renzi

Capotreno ferito con un machete, sale l’agitazione. M5S: pochi agenti abbandonati a sé stessi; colpa dei tagli di Renzi

polferMILANO – Un capotreno è stato aggredito ieri da due uomini armati di machete all’altezza della stazione di Villapizzone, mentre si trovava a bordo di un treno proveniente da Expo. Il ferito è stato raggiunto da un fendente che gli ha quasi amputato un braccio. Dopo il trasporto in ospedale, il capotreno è stato sottoposto a un lungo e complesso intervento chirurgico per evitare la perdita dell’arto.

Oltre al capotreno è stato ferito anche un ferroviere 31enne intervenuto per aiutare il collega; le sue condizioni non sono gravi ma è stato comunque ricoverato per aver riportato un trauma cranico a seguito di un taglio che i sanitari hanno chiuso con dieci punti di sutura.

Secondo le testimonianze ad aggredire il personale ferroviario è stato un gruppo di giovani sudamericani che non volevano mostrare il biglietto al capotreno. La banda è riuscita a fuggire prima dell’arrivo della polizia, ma due di loro sono stati individuati, bloccati e interrogati dagli agenti. Le forze dell’ordine stanno visionando le telecamere presenti sul posto per far luce sull’esatta dinamica e risalire alle identità di quelli che sono scappati.

In segno di protesta per la scarsa sicurezza e per solidarietà ai colleghi offesi, il personale si sta mobilitando per fermare i treni regionali per una decina di minuti cui seguirà anche un corteo di ferrovieri, azienda e associazioni di consumatori che marceranno verso la prefettura.

In una nota le Ferrovie “chiedono l’intervento delle istituzioni e una maggiore presenza delle forze dell’ordine per arginare un problema grave che riguarda la sicurezza delle migliaia di viaggiatori che ogni giorno si servono del treno per i loro spostamenti e per il personale in servizio”. Il personale di Ferrovie, stanco del clima di insicurezza crescente, si adopererà per verificare il livello di sicurezza in diverse aree e “qualora si constatasse l’assenza dei requisiti minimi di sicurezza, le Fs Italiane avrebbero difficoltà a garantire il servizio in alcuni orari: l’incolumità dei clienti e dei dipendenti, che ogni giorno lavorano sugli oltre 6mila convogli in tutto il territorio nazionale, non può essere messa a repentaglio”.

L’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, denuncia: “il livello di insicurezza è troppo alto” e chiede “il presidio dei militari in tutte le stazioni” e “forze dell’ordine armate, formate e pronte anche a sparare” anche a bordo dei treni. Maggior controllo è invocato anche dal Codacons, che attraverso il suo presidente, Carlo Rienzi, chiede “di dotare i treni italiani a maggiore rischio di agenti delle forze dell’ordine che svolgano attività di controllo anche in borghese e a campione, in modo da garantire l’incolumità di passeggeri e dipendenti, aumentare il livello di sicurezza e svolgere funzione deterrente contro atti di violenza come quello di ieri”.

Sulla questione è intervenuto anche in M5S, che in un documento giunto in redazione ha espresso la sua opinione in merito alla vicenda: “Siamo sgomenti per i fatti accaduti a due ferrovieri di Trenord. Alle vittime e alle loro famiglie va tutto i sostegno e la solidarietà del Movimento 5 Stelle. E’ chiaro che sui treni, come sul territorio, non c’è più sicurezza e chi ci lavora non è tutelato. Le forze dell’ordine sono abbandonate a se stesse, sotto organico e sottopagate: è sempre più urgente aumentarne l’organico, le dotazioni e la presenza capillare sul territorio. Diciamo però ‘no’ con forza alle guardie private sui treni e sul territorio, i cittadini pagano le tasse e devono vedersi riconosciuti servizi e sicurezza pubblica. Quanto accaduto oggi è il risultato della incapacità di garantire sicurezza e dei tagli di Renzi e Alfano e dell’inerzia di Maroni”. Così Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia.

Davide Lazzini
12 giugno 2015

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