Guarito infermiere di Emergency: oggi le dimissioni dall’ospedale.

Guarito infermiere di Emergency: oggi le dimissioni dall’ospedale.

stefano_marongiu_ebola.jpg_1064807657ROMA – Stefano Marongiu, l’infermiere sardo colpito dal virus ebola, è stato dimesso stamane dall’ospedale Spallanzani di Roma, dove era ricoverato dallo scorso 13 Maggio. Si conclude dunque positivamente, dopo 28giorni di ricovero, anche il secondo caso italiano, dopo quello del medico siciliano Fabrizio Pulvirenti dimesso dopo 40 giorni di isolamento sempre allo nello stesso nosocomio. L’infermiere sardo era arrivato a Roma da Freetown lo scorso 7 Maggio, passando per Casablanca, in Marocco. Ai primi sintomi con febbre alta, l’infermiere si è “auto isolato” fino alla conferma di positività del virus. Si è così proceduto al trasferimento, con un viaggio prima da Sassari verso l’aeroporto di Alghero in ambulanza, poi con un C- 130 dell’Aeronautica militare da Alghero a Pratica di Mare e da qui all’ospedale Spallanzani a bordo di un’ambulanza sempre isolato all’interno di una barella di biocontenimento.

“Io spesso come infermiere sono stato ringraziato dagli altri, ma se sono qui, sono io oggi a dover dire “grazie” a tanti uomini e tante donne, a tanti professionisti di diversi settori che hanno reso possibile la mia guarigione. Devo dire grazie a un Italia fatta di persone che è stata coesa e ha lavorato come un’equipe”. Queste le prime parole di Marongiu durante la conferenza stampa di stamane. Visibilmente commosso prima di essere dimesso l’infermiere rivolge: “Un ringraziamento speciale a tutto lo staff dello Spallanzani, struttura che si è dimostrata un’eccellenza. Dalla direzione scientifica alla direzione sanitaria, a tutti i medici, a tutti gli infermieri della task force ebola che mi hanno sostenuto e curato e fatto sentire non solo un paziente ma anche un  amico da salvare ad ogni costo, grazie”.

Nonostante le polemiche iniziali sulle procedure utilizzate per il trasferimento del paziente e quelle della bonifica del suo appartamento a Sassari, oggi grazie a dei farmaci speciali e un preciso protocollo d’isolamento il paziente è guarito e può tornare dai suoi affetti e al suo lavoro.

Marilena Tuveri

10 Giugno 2015

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