Muore a 17 mesi dimenticata in auto dalla famiglia

Muore a 17 mesi dimenticata in auto dalla famiglia

ambulanza-118-mVICENZA – Una bambina di 17 mesi è morta dopo esser stata dimenticata in auto per diverse ore dalla famiglia. Il sole ha surriscaldato l’abitacolo, mettendo a dura prova le forze di Gioia che nonostante respirasse ancora all’arrivo dei soccorsi, ha lasciato questo mondo mentre i medici tenavano la rianimazione. L’episodio è accaduto domenica. Dopo la messa, la famiglia di Gioia sarebbe tornata a casa per qualche minuto per poi uscire nuovamente per andare a fare spese al centro commerciale Palladio. Poco dopo le 14, la famiglia avrebbe fatto ritorno nell’appartamento ma Gioia, forse addormentata sul seggiolino dell’auto, è rimasta nella vettura perché – raccontano i familiari – ognuno era convinto che la bimba fosse stata portata nella sua stanza da qualcun altro.

L’allarme è stato alle 17.30, quando per la bambina non c’era praticamente più niente da fare. Il pubblico ministero Silvia Golin ha subito disposto l’autopsia che stabilirà la causa del decesso, anche se l’ipotesi ipertermia sembra prevalere su tutte le altre. La magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo nei confronti dei genitori di Gioia, Samuel Yekou, 51 anni e Leontine Kouame, 40, ivoriani d’origine ma con la cittadinanza italiana da 25 anni. Sembra inspiegabile quanto accaduto perché la famiglia, composta ora da 7 persone, è a detta di tutti coesa e felice.

Purtroppo il caso di Gioia non è isolato; nel giugno 2013 a Piacenza un uomo ha dimenticato il figlio di 2 anni in auto, andando a lavoro in uno stabilimento di via Bresciano. Per il bimbo, rimasto chiuso nella vettura per oltre 8 ore sotto il sole, non c’è stato nulla da fare. Stessa sorte è toccata a Jacopo nel maggio 2011, morto a Passignano sul Trasimeno mentre a Teramo – nello stesso periodo – anche la piccola Elena di 22 mesi è stata dimenticata in auto dal padre e qualche giorno dopo il ricovero è morta a seguito di un repentino peggioramento delle condizioni.

Davide Lazzini
2 giugno 2015

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