Sit- in davanti la metro di Battistini contro Rom, Salvini e Marino

Sit- in davanti la metro di Battistini contro Rom, Salvini e Marino

Ancora strade chiuse, camion della polizia e auto dei vigili a controllare il traffico. Roma nord è ancora sotto choc per quello che è accaduto ieri sera alle ore 19 circa in zona Battistini.

Un’auto, una Lancia Lybra che viaggiava sui 180 Km orari non si è fermata ad un posto di blocco e, per sfuggire alla polizia ha travolto tutti i pedoni che si trovavano sulla strada.

Un boato tremendo, poi sangue ovunque. Questa è la scena che si è presentata agli occhi dei residenti in quella zona. Il bilancio è tragico: una donna filippina di 44 anni muore sul colpo, altri 7 finiranno in ospedale S. Filippo Neri e Gemelli poco dopo ricoverati in codice rosso.

L’auto è intestata ad un nomade che sarebbe proprietario di  altre 24 auto. A bordo della Lancia viaggiavano tre rom tra cui una ragazza di 17 anni, fermata poco dopo, in un inseguimento conclusosi in zona Montespaccato. Un agente della polizia è rimasto ferito.

E mentre si cercano ancora gli altri due uomini e la procura ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario, a Battistini da oggi pomeriggio una piccola folla di residenti ha indetto un sit- in per protestare a gran voce contro la politica dirigente e i Rom che abitano nella città.

Sono perlopiù giovani ad urlare a gran voce parolacce contro Salvini e il sindaco della città Ignazio Marino. Uno striscione sorretto da molti ragazzi blocca il traffico tra via Battistini e via Monti di Primavalle, c’è scritto: “Nessuno tocchi il mio popolo”. Un coro parte dal centro della folla: “Diritto al lavoro, non ce l’abbiamo noi, non ce l’avranno loro”. Un chiaro riferimento ai cittadini di etnia Rom che abitano a Roma.

In queste ore ci si pone varie domande, quasi tutte senza risposte. La colpa da che parte sta? In una politica che resta inerme e, forse, le fa pure comodo non risolvere la situazione? O in una comunità che andrebbe rieducata? Resta comunque alta la tensione nella città e con questa la paura di ritorsioni di italiani verso altre etnie.

 

Jessica Donadio

28/05/2015

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