Entra in Tribunale con un coltello, “volevo uccidere il pm”

Entra in Tribunale con un coltello, “volevo uccidere il pm”

 IMG_0476LODI – Sventata la tragedia ieri a Lodi dove una donna di 38 anni, lavoratrice nella scuola, è entrata in tribunale con un coltello da cucina di 32 centimetri con l’intenzione di uccidere il magistrato Menegazzo. Tutto ciò è accaduto senza che venisse fermata da nessuno, esattamente come successe lo scorso 9 aprile a Milano quando Claudio Giardiello, imprenditore imputato per bancarotta, uccise tre persone tra cui un giudice, ferendone altre, a colpi di pistola. Colpa di un metal detector rotto, così si sono “giustificati” gli addetti alla sorveglianza del tribunale lombardo.

Così, Maria Rosa Capasso, originaria di Nola, è partita nelle prime ore di ieri mattina per entrare indisturbatamente nell’androne del tribunale dove stava aspettando il pm Alessia Menegazzo che si stava occupando del suo caso: la donna era stata denunciata per presunte irregolarità nell’assegnazione di un posto a scuola.
Chiedendo insistentemente di essere ricevuta dal pm senza appuntamento, la Capasso, dopo che è stata bloccata dall’assistente della Menegazzo, ha aggredito a calci e pugni chi le stava intorno attirando l’attenzione degli agenti di Polizia Giudiziaria che sono riusciti a fermarla mentre rovistava nella borsa alla ricerca del coltello. “Volevo ucciderla” ha confessato appena è stata messa in manette.

“Una vicenda dagli aspetti amministrativi – ha spiegato la stessa Menegazzo – che forse non aveva rilievi penali, e per questo è stata trattata con una procedura ordinaria, non urgente ma, comunque, con attenzione”.
A Lodi si svolgerà la convalida dell’arresto, poi gli atti, come già e successo per Giardiello, saranno trasmessi alla Procura di Brescia, competente a indagare su vicende che riguardano i magistrati milanesi.

Rimane la scia di polemiche sullo scanner accanto al metal detector – si legge sulle maggiori testate italiane – in panne da sei mesi: “Siamo indignati e amareggiati per quello che è successo. Continuiamo a fare il nostro lavoro con l’impegno di sempre – ha detto il procuratore di Lodi, Vincenzo Russo – Vorremo che altri nel loro ambito ci mettessero lo stesso impegno”.

Mirko Olivieri
27 maggio 2015

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