Fiumicino, sequestrato il ‘molo D’ tra irregolarità e l’ombra della diossina

Fiumicino, sequestrato il ‘molo D’ tra irregolarità e l’ombra della diossina

timthumb.phpROMA – La Procura di Civitavecchia ha disposto ieri il sequestro preventivo del molo D del Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino, andato a fuoco lo scorso 7 maggio e riaperto il 17 dopo una riunione tra i responsabili aeroportuali e un rappresentante dell’Asl RmD. Dall’incontro non era emerso “alcun rischio per la salute di lavoratori e passeggeri” ma ieri sera gli agenti della Polaria hanno reso nuovamente l’area off-limit.

Chi indaga precisa che il sequestro del molo D non è da ricollegarsi alla presenza di diossina ma per far luce su irregolarità da parte dei datori di lavoro, che avrebbero sistematicamente violato i protocolli per la sicurezza dei propri dipendenti: Gianfranco Amendola, che assieme al pm Valentina Zavatto indaga sul rogo che ha distrutto il molo D ha precisato: “E’ totalmente infondata la notizia di stampa secondo cui il sequestro preventivo del molo D del terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino sarebbe stato determinato da una presenza di diossina 10 volte superiore ai limiti di legge. Il decreto di sequestro è stato emesso dal Gip su richiesta di questa procura in quanto, dopo un evento straordinario e pericoloso quale l’incendio del 6-7 maggio scorso, si è accertata la persistente inosservanza da parte dei datori di lavoro delle disposizioni previste dalla legge a tutela della salute dei lavoratori, culminata, nonostante apposite prescrizioni e diffide della Asl Rmd, nella riapertura, in data 17 maggio, della zona interdetta del molo D. Quanto alla diossina, si precisa che la sua presenza, così come quella di altri inquinanti, è stata riscontrata da alcune rilevazioni dell’Arpa del Lazio ma è tutt’ora oggetto di valutazione sanitaria da parte delle autorità competenti e non rientra nelle motivazioni del decreto di sequestro”.

Tuttavia le analisi di Arpa Lazio sembrano confermare ciò che era già stato denunciato dai sindacati, che la scorsa settimana avevano scioperato per dar voce alle loro preoccupazioni sui rischi legati alla presunta presenza di sostanze nocive per lavoratori e passeggeri. Il problema rilevato dalle sigle sindacali è stato confermato dalle stesse davanti alla commissione sugli infortuni sul lavoro del Senato, che ha deciso di aprire un fascicolo dedicato proprio ai rischi sulla salute all’aeroporto di Fiumicino. Sulla vicenda è intervenuto Francesco Ferrara, deputato di Sel: “l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute diano risposte immediate e definitive sul pericolo di intossicazione nell’area del Terminal 3”. Procedono infine le indagini per incendio colposo, che tra gli indagati includono quattro operai addetti alla manutenzione e un dirigente di Adr.

Davide Lazzini
27 maggio 2015

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