‘Marino vattene’: protesta sindacale a Roma contro le politiche del Campidoglio

‘Marino vattene’: protesta sindacale a Roma contro le politiche del Campidoglio

basta-marinoROMA – Centinaia di persone oggi sono scese in piazza per manifestare contro le politiche del sindaco Ignazio Marino. Assieme alle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, a gridare “Marino vattene” c’erano i dipendenti comunali, i tassisti, gli autisti dei bus e diversi agenti della Polizia Locale.

Le motivazioni che hanno portato all’agitazione sono la pressione fiscale troppo elevata e imposta senza introdurre criteri di equità e progressività; l’emergenza abitativa; l’abbandono delle periferie; i servizi pubblici sempre più scadenti (tpl, raccolta dei rifiuti solidi urbani) e la presenza di società partecipate sempre più allo sbando.

I manifestanti, partiti questa mattina dall’Esquilino, hanno percorso le vie del centro fino ad arrivare in piazza Santi Apostoli: qui, sul palco allestito per l’occasione, hanno preso parola sindacalisti e lavoratori. Claudio di Berardino, segretario generale della Cgil Roma-Lazio, sul palco è stato chiaro: “O si cambia, o i sindacati uniti continueranno ad essere in prima linea per una discontinuità e un rinnovamento di questa nostra città. Noi non lasceremo da soli i lavoratori e le lavoratrici. Faremo fino in fondo il nostro mestiere”.

Presente anche Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in Campidoglio: “Questo in piazza è il nostro popolo, deluso e arrabbiato per i tanti errori commessi in questi due anni. Il nostro centrosinistra ha fatto cose che nessuno ha mai fatto nella storia del Comune di Roma – spiega Peciola – dalle unioni civili all’aver sfidato Cerroni o chiuso i residence, ma su temi essenziali che riguardano la qualità della vita dei romani la nostra maggioranza pecca di capacità di incidere su temi cruciali. Penso al tema della casa o quello dei dipendenti pubblici o l’accoglienza. Bisogna fare il contrario di quello che sta facendo Renzi e quindi riaprire il dialogo con i sindacati”. A rafforzare l’idea di dialogo tra Governo e sindacati ci sono anche le parole del senatore di Sel Massimo Cervellini, che ha preso parte alla protesta: “Per una piazza di lotta e di governo sono alla manifestazione a sostegno dei sindacati, per un cambio di passo della giunta Marino, affinchè, in ascolto delle sofferenze dei cittadini, Roma torni a mettere al centro la politica dei servizi e del lavoro”.

Alberto Civica, segretario della Uil Roma-Lazio, ha sottolineato come la protesta nasca “dal disagio che vivono i romani sia come cittadini che come lavoratori. Nella città si susseguono crisi aziendali e vertenze. Il degrado è evidente. Siamo qui per questo e per vedere se è possibile fare meno battute e più cose concrete”. Alle parole di Civica si aggiungono quelle di Mario Bertone, segretario della Cisl Roma e Lazio Mario: “Il problema del lavoro in questa città è un’emergenza vera, Sindaco e giunta devono capirlo e decidere di governare davvero questa città: basta con la politica degli slogan, servono i fatti”. E attacca: “Senza 24mila dipendenti Marino non lo fa il Giubileo. Non va da nessuna parte”.

Guido Improta, assessore capitolino alla mobilità, ha commentato negativamente la manifestazione invitando “tutti ad abbassare i toni, ad evitare conte inutili, a rilanciare un confronto rispettoso delle prerogative di un Sindaco che ha – puntualizza – il diritto di realizzare il programma con il quale è stato eletto e di un movimento sindacale che deve ritrovare la sua funzione di proposta per il bene della nostra comunità. Criticare è legittimo – prosegue l’assessore – così com’è doveroso confrontarsi sulla base di proposte che tengano conto del contesto economico e sociale dal quale nascono i problemi che devono essere affrontati. Roma – spiega – sta archiviando con fatica una stagione che ha visto le classi dirigenti della nostra città venire a compromessi intollerabili dal punto di vista etico e morale”.

Secondo l’assessore “Non è mistificando la realtà e disconoscendo il lavoro che l’amministrazione Marino sta portando avanti che il sindacato può contribuire a condividere una visione del futuro. Un futuro dove necessariamente, accanto al tema dei diritti, deve ritrovare dignità il senso del dovere e della responsabilità nei confronti dei cittadini, che non possono essere vessati da scioperi selvaggi, e in particolare verso le nuove generazioni costrette ad un futuro incerto da chi ha avuto in passato delle garanzie eccessive, che si sono tradotte in privilegi dai costi non più sostenibili per la collettività”.

Davide Lazzini
23 maggio 2015

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