Eternit: il processo resta a Torino, anche il Presidente del Consiglio si costituisce parte civile

Eternit: il processo resta a Torino, anche il Presidente del Consiglio si costituisce parte civile

 eternit_lutto_casale10Il processo eternit bis resta a Torino, a stabilirlo il Gup Federica Bompieri che ha respinto la richiesta della difesa di trasferire la causa ad Ivrea per ragioni di competenza territoriale, essendo la prima vittima di Cavagnolo. Secondo il giudice, infatti, il fascicolo con il nome della persona deceduta era stato aperto prima del riassetto territoriale, quando il comune di Cavagnolo era ancora sotto la giurisdizione del Tribunale di Torino, dove continuerà a svolgersi il processo.

Intanto anche il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile nel processo contro l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, accusato dell’omicidio volontario di 258 persone uccise dall’amianto.

All’istanza di parte civile presentata dall’Avvocatura dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio si sono aggiunte quelle della Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria, tutte accolte favorevolmente dalla Procura. “Anzi c’eravamo stupiti non l’avessero già fatto”, ha commentato il Pm Raffaele Guariniello.

Di parere opposto la difesa che si è opposta osservando, sulla base del principio di rilevante gravità dei fatti contestati, che sta alla base della richiesta di ammissione avanzata in particolare della presidenza del Consiglio: “Lo Stato avrebbe titolo di costituirsi in qualsiasi processo indipendentemente dal reato. Così salta qualsiasi selezione”. Pronta la replica del legale di Renzi che dice: “Il criterio di gravità va correlato al contesto in cui è avvenuto il reato”.
Soddisfatto il sindaco di Casale, Titti Palazzetti che afferma: “Le istituzioni sono finalmente unite, a tutti i livelli, nel perseguire i responsabili” – ed aggiunge – “È giusto inoltre ricordare come il governo abbia mantenuto le promesse fatte alla città dopo la sentenza della Cassazione dello scorso novembre: sono stati stanziati i fondi per le bonifiche, è ripreso l’iter per adeguare ai tempi la legge sui reati ambientali e ora la decisione di costituirsi parte civile così come promesso alla signora Romana Blasotti in occasione dell’incontro a Roma”. “In conclusione – afferma il Sindaco – proseguiamo con fermezza nella richiesta di giustizia, anche per tutte le persone che nel resto d’Italia e nel mondo stanno subendo i danni dell’amianto”.

Marilena Tuveri
23 maggio 2015

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