Striscia, simulazione di reato per gli ex inviati Fabio e Mingo

Striscia, simulazione di reato per gli ex inviati Fabio e Mingo

unnamedBARI- Sono stati interrogati per più di sei ore gli ex inviati di Striscia la Notizia Fabio e Mingo ieri presso la Procura di Bari dal pm Isabella Ginefra. Con Domenico De Pasquale, conosciuto come Mingo, e Fabio De Nunzio, è stata ascoltata dal pm anche la moglie del primo, Corinne Martino che risulta la proprietaria della società barese in cui sono assunti i due inviati. La Procura di Bari indaga da diverse settimane su un presunto servizio falso mandato in onda dal satirico Tg: secondo gli inviati di Striscia, un presunto falso avvocato esercitava la professione da anni senza essere smascherato. Peccato che questa volta, paradossalmente, ad essere smascherati siano stati proprio i due ficcanaso che, secondo la Procura, avrebbero messo in scena tutto quel servizio per ottenere un elevato share come se non l’avessero già, della serie che chi troppo vuole nulla stringe.
Il presunto avvocato, come si può vedere nel servizio, appena riconosce i volti degli inviati scappa a bordo di un’auto la cui targa, come previsto dalle norme Mediaset, è stata oscurata: a smascherare Fabio e Mingo è stata proprio quest’auto che, dopo vari accertamenti fatti già dagli avvocati di Antonio Ricci prima ancora che le indagini fossero state avviate dalla Procura, è stata noleggiata, e quel noleggio è stato pagato, guarda caso, da una carta, ora smarrita, di proprietà degli inviati!
“La Procura della Repubblica presso il tribunale di Bari – dichiara il difensore degli indagati, l’avvocato Francesco Colonna – ha accolto l’istanza presentata affinché gli stessi venissero ascoltati relativamente alla questione per la quale si sono interessati i quotidiani, attinente il programma Striscia la notizia. I miei assistiti hanno risposto ampiamente a ogni domanda. Premesso che non possono e non devono essere pubblicate e comunicate a terzi notizie afferenti gli atti istruttori, nella fase delle indagini preliminari, i miei assistiti indiranno una conferenza stampa aperta a tutti i giornalisti che riceveranno una comunicazione in tal senso. Nella corso della stessa non potranno essere formulate domande interne agli atti istruttori perché coperti da segreto”.
Così, i due vengono sospesi dal servizio e sono chiamati a rispondere di simulazione di reato.

Mirko Olivieri

20 maggio 2015

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