Genova, gambizzato a.d. di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi

Roberto Adinolfi, 59enne, amministratore di Ansaldo Nucleare (di proprietà di Finmeccanica) è stato quest’oggi gambizzato a Genova, a Marassi, quartiere nel quale vive con la famiglia.
A raccontare l’evento lo stesso Adinolfi alle forze dell’ordine, a sparargli è stato un uomo che lo aspettava sotto casa verso le 8:30 e che sapeva che stava per uscire per recarsi al lavoro. Dopo averlo gambizzato (con tre colpi di pistola) si è poi allontanato grazie all’arrivo di un altro complice che lo aspettava a bordo di uno scooter li vicino. Entrambi avevano il volto coperto dal casco.

Adinolfi è stato portato all’Ospedale San Martino ed ora, dopo esser stato operato, si trova in condizioni stabili, per i medici le sue condizioni non sono gravi.
Al momento le indagini dei Carabinieri del Ros sono dirette verso più direzioni, non si esclude la pista politica vista la coincidenza con la giornata elettorale, ma sono aperte anche piste legate all’estremismo ambientale (antinucleari), dell’ultrasinistra e personali. Non si esclude la pista mafiosa. Sta di fatto che questo è stato un avvertimento, da primi esami balistici è emerso difatti che gli esecutori dell’attentato non volevano ucciderlo ma solo avvisarlo.  
Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero ha commentato quanto successo affermando: “Sono cose che non si commentano”.
Mentre Alessandro Pansa, direttore generale di Finmeccanica, ha dichiarato: “Se la matrice dell’attentato fosse legata a contrasti di origine politico o sociale, si tratterebbe di un fatto estremamente grave, inaudito da moltissimi anni, sintomo di un clima estremamente complesso e di una situazione di difficoltà del mondo industriale. Non ci sarà alcun tipo di condizionamento da parte di comportamenti intimidatori”.

Il segretario nazionale dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Marco Letizia,  dopo l’attentato al dirigente di Ansaldo Roberto Adinolfi, ha affermato queste importanti parole: “La crisi che il Paese attraversa alimenta malessere ma la disperazione non può e non deve legittimare il ricorso alla violenza e ai delitti. Le informazioni che le forze dell’ordine raccolgono sulla minaccia della deriva eversiva non possono e non devono in nessuno modo essere sottovalutate dalla classe dirigente di questo paese che deve dare una immediata risposta politica”.
Letizia ha poi aggiunto: “L’area anarco-insurrezionalista è pronta a fare il salto di qualità, è pronta a un’escalation di violenza. Forse non volevano ucciderlo il dirigente dell’Ansaldo, gambizzato stamattina nella seconda giornata elettorale in un agguato a Genova, ma il pericolo che corre la democrazia italiana è mortale”.

E.F.

7 maggio 2012

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