Marijuana medica, a giugno le prime dosi ‘made in Italy’

Marijuana medica, a giugno le prime dosi ‘made in Italy’

nn_07_gg_marijuana_140111FIRENZE – Procede spedito il programma di produzione di marijuana gestito dall’Istituto farmaceutico militare di Firenze: a circa un mese dalla semina le piantine stanno crescendo sane e forti e presto – verso la metà di giugno – le loro infiorescenze potranno cominciare ad essere confezionate e distribuite ai malati senza bisogno di acquistarle e importarle da Paesi terzi come l’Olanda, con conseguente risparmio in termini di tempi per l’approvigionamento e, ovviamente, di costi.

L’Italia potrà dunque fornire direttamente ai pazienti la marijuana, che sarà considerata un medicinale a tutti gli effetti e per questo motivo controllata a fondo e standardizzata per quanto riguarda il contenuto dei principi attivi. Al momento sono in produzione 50 piantine ma la serra predisposta dall’Istituto farmaceutico fiorentino potrà contenerne – a pieno regime – fino a 1200, distribuite su 300mq di superficie.

Il generale Giocondo Santoni – direttore dello stabilimento chimico farmaceutico militare – ha precisato che questa prima produzione ‘pilota’ servirà per accumulare conoscenze utili allo sviluppo della tecnica: “Stiamo facendo esperienza, dopo il raccolto ci saranno da condurre accurati controlli di qualità sul prodotto, che sarà di proprietà del ministero della Salute”. Le infiorescenze prodotte dovranno avere un costante rapporto tra peso e quantità di thc e cbd che rappresenteranno il 5-6% del totale.

Sebbene la produzione garantita dal progetto pilota sarà piuttosto esigua rispetto al fabbisogno, gli organi competenti puntano a soddisfare gran parte della domanda entro breve tempo, arrivando a produrre un quintale di sostanza all’anno: un bel quantitativo, considerando che durante la fase di essiccazione il prodotto perde molto del proprio peso iniziale. Anche se la produzione stimata riuscirà a coprire una bella percentuale della domanda, in futuro non è escluso l’incremento di produzione, con conseguente ricerca di nuovi spazi dove poter coltivare – sotto l’egida del Ministero della Salute – la marijuana.

Una meta-analisi del 2001, che analizza tutti gli studi clinici pubblicati fino al 2000, ha concluso che la cannabis è efficace nel dolore neuropatico e spastico. Successivi studi clinici hanno mostrato effetti significativi anche nel dolore tumorale, ed hanno confermato l’ottima attività per il dolore neuropatico e per i sintomi dolorosi nella sclerosi multipla come spasticità, sintomi della vescica e qualità del sonno.

Davide Lazzini
4 maggio 2015

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