CORTEO NO EXPO, I BLACK BLOC DEVASTANO IL CUORE DI MILANO

CORTEO NO EXPO, I BLACK BLOC DEVASTANO IL CUORE DI MILANO

 IMG_0440MILANO – Primo maggio. Vetrine distrutte, auto incendiate, cassonetti dell’immondizia ribaltati in mezzo alle strade e gente con le lacrime agli occhi. Questi sono i resti di quella che doveva essere una giornata di festa, la giornata di inaugurazione dell’evento più atteso dell’anno.

Erano le 16,00 di oggi pomeriggio quando dal centro cittadino, precisamente da piazza XXIV maggio, si è avviato il corteo no Expo. Ad interrompere la manifestazione pacifica sono stati circa 500 black bloc che, nella zona di via De Amicis, si sono mischiati tra i manifestanti e hanno iniziato a devastare le principali via del centro cittadino lanciando pietre e oggetti di ogni genere contro le vetrine di banche, agenzie di viaggi, gioiellerie e attività di ogni genere. Hanno proseguito in via Carducci per arrivare in piazza Cadorna che è stata chiusa dai blindati della polizia dopo aver caricato e lanciato lacrimogeni tentando di contenere gli attacchi dell’esercito nero. Una guerriglia urbana, in sostanza, è stata quella che ha vissuto la città che, oggi in particolar modo, doveva essere al centro del mondo solo per l’inaugurazione dell’Esposizione Universale e non per i disastri avvenuti nel pomeriggio.

 FullSizeRender (3)Un manifestante minorenne è stato bloccato e trascinato via da due agenti in borghese, mentre altri sono stati identificati e fermati. Undici agenti – riporta il Giornale – sono stati feriti nel tentativo di sedare i disordini. Circa 25 camionette di polizia e carabinieri hanno raggiunto il quartiere tra via Mario Pagano e via Pier Capponi, precedute da decine di agenti in tenuta antisommossa.

Sono già iniziate, da parte del personale Amsa e dei Vigili del Fuoco, le operazioni di pulitura e sistemazione delle vie più colpite dall’azione dei black bloc: in particolar modo in via De Amicis e in via Carducci si sono recate diverse unità dei Vigili del Fuoco per rimuovere i resti delle vetrine dai marciapiedi e dalle strade per rendere nuovamente scorrevole la circolazione.

Non sono mancati gli immediati interventi dei politici. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha definito “tanto più esecrabile in quanto rivolta contro un evento che ha come obiettivo la nutrizione del pianeta, la lotta alla fame e alla denutrizione e un ordine mondiale fondato su una maggiore equità tra Paesi ricchi e Paesi in via di sviluppo”. Mattarella ha, inoltre, espresso la sua la sua “piena solidarietà ai cittadini di Milano, vittime di pesanti danneggiamenti, e alle forze dell’ordine che hanno fronteggiato i violenti con responsabilità e grande senso del dovere”.

Più duri sono stati i commenti di Maroni, che ha reso nota la propria ira definendo “imbecilli” coloro che hanno compiuto atti del genere, e del sindaco di Milano Giuliano Pisapia che ha espresso la solidarietà nei confronti dei milanesi che hanno subìto i danni dicendo di “isolare, individuare, punire senza se e senza ma i delinquenti che stanno devastando la città”.

“Al momento non si registrano feriti significativi causati dai disordini, ma solo alcuni contusi tra le forze dell’ordine. Le Forze di Polizia hanno dimostrato grande professionalità, acume nella gestione e fermezza nella strategia, consentendo che la fase violenta degli scontri venisse contenuta in meno di mezz’ora. In momenti come questi, infatti, bisogna evitare di perdere il controllo della situazione, ma occorre mantenere grande saldezza di posizioni. Condanno fortemente le inaccettabili manifestazioni di violenza accadute oggi”, questo il duro commento del Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca.

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Sta per terminare in queste ore il conteggio dei danni subiti dai cittadini e dai commercianti del centro città. “Ci sono quelli che sfilano, e ci siamo noi che contiamo i danni”, ha affermato un negoziante della zona.

Un pomeriggio di ordinaria follia quello che ha vissuto Milano nelle scorse ore: la città era divisa tra orgoglio e vergogna. Mentre nei padiglioni dell’Expo si cantava l’inno nazionale e si degustavano piatti tipici giunti da ogni angolo del mondo, nelle strade del centro lombardo i black bloc facevano da padroni tenendo in ostaggio la città per diverse ore.

Mirko Olivieri
1 maggio 2015

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