EXPO 2015 è ufficialmente aperta

EXPO 2015 è ufficialmente aperta

 albero-expoMILANO — «Fiat lux». Dopo sette anni dall’annuncio del 31 marzo 2008, che aveva visto Milano vincere su Smirne per 86 voti a 65, si torna a Milano dopo ben 109 anni dall’ultima edizione dell’Esposizione Universale.

Grazie ad un lavoro «matto e disperatissimo», che ha visto i lavoratori coprire turni a cicli continui per essere pronti all’apertura di oggi, dopo estenuanti ritardi, infinite polemiche, inchieste ed un malcelato pessimismo, finalmente il nastro è stato tagliato. Con orgoglio, soddisfazione e speranza che traspare anche dagli interventi istituzionali a cui è affidato l’inizio di questi sei mesi di mondo in Italia: dal Commissario Unico di EXPO Giuseppe Sala, al Sindaco di Milano Pisapia, al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, passando per il Presidente del BIE (Bureau International des Expositions) Ferdinand Nagy, al videomessaggio di Papa Francesco, per finire con l’intervento del Primo Ministro Matteo Renzi.

Oggi 1 maggio, Festa del Lavoro, sono proprio i lavoratori ad essere al centro dell’attenzione e delle parole dei molti discorsi fatti. Sono loro a portare la bandiera italiana e ad essere ringraziati: «A voi va il nostro grazie», dice a gran voce il Premier Matteo Renzi, che fa il suo ingresso dopo un toccante inno nazionale e quello del BIE, nell’atmosfera suggestiva creata dal passaggio delle Frecce Tricolori.

La grandiosità di una manifestazione come questa riesce a regalare la sensazione che si stia facendo un passo nel futuro, con Milano ad essere una città intelligente interamente interconnessa.
«L’Italia s’è desta e siamo pronti alla vita», sono queste le parole che il Premier Renzi usa per iniziare a parlare dell’Expo, evidente dimostrazione che non si debba aver paura ma «abbracciare il mondo», facendo «assaggiare l’Italia e scrivere una pagina di speranza per il mondo. Non è facile in una fase in cui si muore i mare, quando il Medio Oriente continua a chiedere pace, quando persino il confine orientale dell’Europa soffre dopo la fine della guerra fredda e quando il terrorismo mette a rischio la sicurezza»; ma proprio ora è l’occasione per «portare nel mondo il bello di essere italiani, provare a cambiarlo partendo dal nostro piccolo operato quotidiano, bisogna smettere di essere professionisti del pessimismo e del “non ce la farete mai”. Qui a Milano con l’Expo c’è la risposta».

Oltre 10 milioni i biglietti finora venduti in tutto il mondo, per poter visitare un milione di metri quadri di esposizione che oggi ha aperto i cancelli ai visitatori alle 10:00. Stasera, dopo il rintocco alle 18:00 delle campane del Duomo unite a quelle di tutta la diocesi, ci sarà il concerto tenuto dalla banda dell’Esercito Italiano sulle Terrazze della cattedrale, in una cornice di rara bellezza e fascino. Per concludere questa giornata di inaugurazione, anche l’attesissima prima alla Scala della «Turandot», dove va in scena l’opera di Puccini con Riccardo Chailly come direttore d’orchestra.

Rimane un’incognita, quella delle proteste; è infatti atteso in città per le 14:30 il corteo «no expo», con la possibilità di proteste serali che potrebbero arrivare in Piazza della Scala.

Paola Mattavelli
1 maggio 2015

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