Xylella, l’Ue impone misure drastiche. Protesta dei Comitati a difesa degli ulivi

Xylella, l’Ue impone misure drastiche. Protesta dei Comitati a difesa degli ulivi

bigBRUXELLES – Non sono servite le tante ore di dibattito, gli incontri, le manifestazioni e le testimonianze di migliaia di agricoltori e cittadini per far prendere all’Europa una decisione meno drastica per arginare il diffondersi della Xylella. I Comitati sorti a difesa delle piante interessate dal batterio, che con una petizione avevano raggiunto quota 20mila firme con cui chiedere la rivisitazione del progetto di eradicazione, non sono stati ascoltati dal Comitato permanente della Ue per la salute delle piante, che ha così deciso: nelle aree colpite dalla Xylella vanno messe in atto “rigorose misure di eradicazione”, che includono la rimozione e la distruzione delle piante infestate e di tutte le piante ospiti all’interno di un raggio di 100 metri” a prescindere dal loro stato di salute.

Il Comitato, riunitosi lunedi e martedi a Bruxelles, ha approvato le misure rafforzate, proposte dalla Commissione europea, per impedire la diffusione del batterio Xylella fastidiosa. I nuovi dettami impongono agli Stati membri di notificare nuovi focolai, di effettuare indagini ufficiali e di delimitare “rapidamente” le zone colpite. Il Comitato ha deciso di agire in modo diverso a seconda della tipologia di area in questione: nel Nord della Puglia gli interventi saranno più marcati mentre a Sud della regione l’azione sarà meno incisiva. Queste le diverse tipologie di zona individuate:

Zona di eradicazione: Riguarda le aree a Nord della Puglia, in particolare ad Orio, in cui è previsto l’abbattimento di tutti gli alberi affetti da Xylella e di tutte le piante ospiti, sane o malate, nel raggio di 100 metri da ogni ulivo infetto. Il Comitato ha specificato che in futuro la zona di eradicazione potrebbe estendersi a qualsiasi altra località in cui si sviluppasse un nuovo focolaio.

Zona di sorveglianza: è una fascia di 30 km adiacente – a Nord – alla provincia Lecce in cui verrà effettuato un monitoraggio continuo per verificare l’eventuale comparsa della Xyella.

Zona di precauzione: riguarda la fascia di confine di 20 km nel Nord della provincia di Lecce che va da Brindisi a Taranto. E’ parte della zona di contenimento. In essa è prevista l’eradicazione di tutti gli ulivi malati e test sulle piante ospiti nel raggio di 100 metri.

Zona di contenimento: interessa – scendendo verso Sud – la provincia leccese; in essa l’eradicazione è prevista solo per gli ulivi malati in un raggio di 200 metri dai vivai e in prossimità di siti con alberi di particolare valore culturale, sociale o scientifico. La decisione su come procedere spetterà alle autorità locali.

Oltre alla creazione di diverse tipologie di zone, il Comitato ha posto anche alcuni limiti all’import export di piante: stop alle importazioni delle piante ospiti della Xylella dai paesi terzi e bando totale per le quelle di caffè provenienti da Honduras e Costa Rica. Bando o applicazione di rigidissime condizioni per la movimentazione verso l’Ue di piante (circa 150 specie, vite inclusa) dalle zone in cui è presente la Xylella.

Nella pagina Facebook ‘Ulivi del Salento, NO all’eradicazione’ è contenuta parte della protesta contro la decisione presa in ambito comunitario; nei post della pagina si parla di “campagna criminale fondata su torbidi interessi” e di “Decisione Ue criminale”. Per manifestare ancora una volta il rifiuto di questa politica di abbattimento quasi indiscriminato, Il Comitato ‘Difendiamo gli ulivi – Squinzano’ ha organizzato un nuovo incontro dal titolo ‘Xylella: cos’è, come affrontarla, come reagire’ che si terrà il prossimo 3 maggio e a cui prenderanno parte l’agronomo Giuseppe Vergoni, Luigi Russo di ‘Spazi Popolari’ e il perito agrario Andrea Andreasani.

Davide Lazzini
30 aprile 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook