Isis, foto con messaggi a Roma e Milano: “Siamo in vostre strade”

Isis, foto con messaggi a Roma e Milano: “Siamo in vostre strade”

 IMG_0433“Siamo in vostre strade”, queste gli ultimi messaggi dei combattenti del Califfato che si avvicinano sempre più alla nostra penisola e al resto d’Europa. E’ da ieri che circolano sul web foto con messaggi minacciosi da parte dello Stato Islamico: sono immortalati dei foglietti scritti in arabo, italiano e francese in cui i jihadisti affermano di essere fra noi e di aspettare l’ora X per attaccarci. Ad essere prese di mira, questa volta, sono la nostra Capitale e la città meneghina. Sullo sfondo delle fotografie postate sui social, infatti, sono ritratti il Colosseo, le bandiere dell’Expo, le principali stazioni metropolitane e, infine, la stazione centrale di Milano. Sui foglietti anche una sorta di logo del Califfato. In un caso, sotto alla scritta Islamic State in Rome, appare anche la firma: Omar Moktar, braccio destro di Al Qaida, conosciuto anche come il Leone del deserto per la sua ferocia.

Per l’intelligence italiana, a prescindere da chi sia l’autore dei messaggi, questa è “pura propaganda, “guerra” psicologica, saturazione a buon mercato dei media occidentali. Saremmo stupidi a dire che non c’è allerta, soprattutto alla vigilia di appuntamenti importanti come l’Expo ed infatti la vigilanza è ai massimi livelli e nessun segnale viene tralasciato. Ma non ci sono nuovi concreti elementi di allarme: siamo alla Jihad della parola”.

 IMG_0435“C’è la consapevolezza – aggiungono i Servizi segreti italiani – che un qualsiasi messaggio siglato Stato Islamico postato sul web ha un’immediata cassa di risonanza sui media. È quello che sta avvenendo ormai da mesi. Dunque, sicuramente c’è grande effervescenza sui siti, sui social; da parte degli apparati di sicurezza c’è un profondo monitoraggio e nessuna sottovalutazione, ma un conto sono i messaggi postati su internet e un conto i pericoli reali”.

A questo punto sorge spontanea la domanda: sarà una nuova strategia comunicativa dell’Isis – che ha già dimostrato la propria bravura a raccogliere consensi utilizzando come principale strumento il web -, oppure è il caso di non sottovalutare la vicenda e far scattare l’allarme?

Mirko Olivieri
28 aprile 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook