Niente messa per il Duce. La Curia reggina sospende le celebrazioni per il 70° anniversario dalla morte di Mussolini

Niente messa per il Duce. La Curia reggina sospende le celebrazioni per il 70° anniversario dalla morte di Mussolini

016_941-705_resizeREGGIO CALABRIA – Sono passati 70 anni dalla morte di Benito Mussolini e per l’occasione un gruppo di nostalgici ha deciso di organizzare una Messa per ricordarlo e tenere viva la memoria dei caduti tra le fila dei Repubblichini. Don Nuccio Santoro avrebbe dovuto presiedere la cerimonia religiosa nella Chiesa di San Giorgio al Corso ma, diffusa la notizia, sono divampate le polemiche ed è infine arrivata la decisione da parte della Curia di sospendere la funzione.

Tra i primi ad opporsi all’iniziativa di ‘Alleanza Calabrese’, c’è il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà: “Spero che la Curia sia a conoscenza di questa iniziativa, basata su un presupposto storicamente errato”. Sulla questione è intervenuto anche il Pd calabrese, che in una nota ha parlato di “oltraggiosa iniziativa organizzata da un gruppo di sedicenti camerati reggini”, i quali “con superficialità umana e politica” usano “la parola ‘omicidio’ in relazione alla morte dell’uomo che autorizzò le leggi razziali consentendo così l’assassinio di innumerevoli nostri connazionali, vittime della sua follia. Ancora più irrispettoso – prosegue la nota – che ciò avvenga a ridosso delle celebrazioni per il 70° anniversario della Liberazione dell’Italia, proprio dal regime fascista e dall’occupazione nazista”. Nella nota si precisa infine che si tratta di “un’iniziativa chiaramente politica, che ci auguriamo nessuno a Reggio Calabria avalli, a partire dal celebrante della Santa Messa in programma”.

La messa, in effetti, è stata sospesa dalla Curia reggina, che attraverso un breve comunicato ha di fatto vietato la Messa in programma: “Pur essendo lecito celebrare la Santa Messa in suffragio dei defunti, per l’occasione la Celebrazione” sarà “sospesa per la strumentalizzazione della stessa per fini politici”. Appresa la decisione, ‘Alleanza Calabrese’ ha deciso di portare comunque avanti le celebrazioni riunendo – dalle 11 di stamani – i nostalgici del regime in piazza San Giorgio al Corso. Dalla pagina Facebook gli organizzatori hanno commentato la decisione di sospendere la messa: “Il duo Morosini-Falcomatà ha ancora paura di un uomo morto 70 anni fa” e aggiungono “piovono fiori su Piazzale Loreto”. Nel lungo post di ‘Alleanza Calabra’, corredato da video-tributo a Mussolini, si legge che “Una repubblica nata da un’atroce barbarie non può essere mai legittima e legittimata fino a quando gli eredi morali non chiedano scusa a tutto il Popolo italiano degli orrori commessi anche da parte loro. Una vergogna infamante che bollerà per sempre l’Italia ed il mondo intero”. Sempre sulla pagina, sotto la scritta “Camerata Benito presente”, gli organizzatori si domandano: “Se la commemorazione potrebbe essere intesa come strumento atto a far politica, anche la sospensione potrebbe di per sé essere considerata alla stessa stregua ma di segno politico opposto?”.

A rispondere alla questione – oltre alle dichiarazioni della politica e alla sospensione indetta dalla Curia – c’è il presidente del Comitato Anpi reggino Sandro Vitale, che parla di “iniziativa del tutto fuori luogo perché dissennata e perché tende a fare di Mussolini una vittima, mentre tutti sanno che le vittime furono i milioni di morti della guerra nazifascista. Mi auguro – chiude Vitale – che tutti condannino senza reticenze l’iniziativa”.

Davide Lazzini
28 aprile 2015

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