Giallo in Pineta Sacchetti, noto truccatore trovato morto nell’alcova dei trans

Giallo in Pineta Sacchetti, noto truccatore trovato morto nell’alcova dei trans

parco_del_pineto_sacchetti_largeROMA – Macabra scoperta nel del Parco regionale urbano del Pineto, un’area naturale protetta di circa 240 ettari che si trova tra i quartieri Aurelio, Primavalle e Trionfale. In una delle parti dell’area protetta, la Pineta Sacchetti, intorno alle 9.30 di ieri mattina un podista ha scoperto il cadavere di un uomo con vistose ferite al volto.

Lo sportivo ha subito dato l’allarme alle forze dell’ordine che, giunte sul posto, hanno avviato i rilievi. Sulla morte indagano i carabinieri del Reparto operativo e del Nucleo investigativo di via In Selci. La persona trovata morta si chiamava Mario Pegoretti, 61 anni, truccatore e parrucchiere professionista molto conosciuto nel mondo dello spettacolo. L’uomo ha lavorato dietro le quinte di Elisa di Rivombrosa, Mission Impossible III, La Passione di Cristo e in svariate produzioni con attori famosi.

Secondo gli agenti, le ferite al volto di Pegoretti potrebbero essere state provocate da un sasso rinvenuto poco distante dal cadavere. Una delle ipotesi avanzate dagli inquirenti è che l’omicidio potrebbe essersi verificato durante una rapina; l’uomo, infatti, non aveva con sé né il cellulare, né il portafogli. La vittima, separata, viveva con alcuni amici, ai quali aveva detto che sarebbe andato al cinema: probabilmente una scusa per addentrarsi nella pineta alla ricerca di qualche incontro a luci rosse. Il cadavere, infatti, al momento del ritrovamento non indossava i pantaloni. La zona, sita nella periferia Nord della Capitale, è nota per essere frequentata da gay e transessuali.

Appresa la notizia, il presidente del Municipio XIII Aurelio, Valentino Mancinelli, ha commentato: “L’installazione in corso di un impianto di videosorveglianza e il lavoro svolto dalla rete costituita da tante associazioni di quartiere per il presidio e la pulizia del parco rischia di essere vano se non sostenuto da chi è deputato al controllo del territorio e al contrasto delle illegalità. In settimana si terrà il primo incontro del comitato locale per l’ordine e la sicurezza istituito dal prefetto e chiederò che si tratti proprio questo tema”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center: “Deve essere fatta piena luce, ma invitiamo tutti a tutelare la privacy della vittima e a non creare quell’allarmismo sociale che finisce per gettare una luce torbida sugli ambienti gay o trans. Siamo certi che sia gli operatori dell’informazione sia le forze dell’ordine possano dare un contributo in questo senso. Siamo vicini ad amici e familiari della vittima e disponibili a seguire la vicenda se necessario con il nostro servizio di Gay Help Line”.

Davide Lazzini
27 aprile 2015

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