Alunni urinano sul pc della scuola e lo mettono fuori uso

Alunni urinano sul pc della scuola e lo mettono fuori uso

117093_1588964_COMPUTERIN_9681870_displayFERMO – Ignobile gesto di vandalismo in una scuola di Montegranaro, dove alcuni alunni hanno messo fuori uso un personal computer in dotazione all’istituto urinandovi sopra. L’episodio di vandalismo è avvenuto nella scuola media ‘Annibal Caro’.

Oltre al danno, ciò che deve far riflettere è la manifesta mancanza di premura di alcuni ragazzi per gli strumenti che la scuola – intesa come Istituzione – fornisce loro per prepararsi adeguatamente. Già la ‘salute’ generale delle scuole non è delle migliori, figuriamoci se vengono danneggiate – per giunta dagli studenti – anche le poche cose funzionanti. Va detto che spesso le attrezzature sono obsolete, ma comunque ancora in grado di svolgere il loro dovere: danneggiarle non ha quindi alcun senso.

L’oggetto trasformato in vespasiano da un gruppetto di allievi della ‘Annibal Caro’ è un personal computer, posto all’interno di una classe dell’istituto. Secondo quanto emerso, l’episodio d’inciviltà sarebbe avvenuto mercoledi pomeriggio, quando nella scuola di via Martiri d’Ungheria alcune classi erano impegnate in attività con orario extrascolastico. A fare la spiacevole scoperta gli stessi alunni della classe in cui era posizionato il computer.

Quando ieri mattina i ragazzi sono entrati in aula per la lezione, hanno subito avvertito un forte tanfo di urina: sono stati sufficienti pochi istanti per capire che la fonte dell’odore era proprio il pc, ormai inutilizzabile. La dirigente scolastica, venuta a conoscenza dell’accaduto, avrebbe convocato poco dopo tutti i ragazzi che nel pomeriggio precedente erano presenti all’interno della scuola e, dopo averli rimproverati, avrebbe chiesto un contributo pro-capite per l’acquisto di un nuovo pc.

La legge attuale, tuttavia, prevede che il soggetto minore di età non possa essere chiamato in prima persona a risarcire i danni che procura a terzi. Infatti, dei danni causati dai minori rispondono in primo luogo i genitori, padre e madre, in solido: ciò significa che il danneggiato può richiedere indifferentemente il pagamento dell’intera somma all’uno piuttosto che all’altro. Se però il minorenne (o comunque la persona soggetta alla tutela) viene affidata ad un insegnante, quest’ultimo risponde dei danni causati dalla persona che ha in affidamento per tutto il tempo che questa sta presso di lui. Se tuttavia le modalità con le quali si è verificato il fatto mostrano che il minore non è stato correttamente educato, il genitore (così come il tutore o l’insegnante) possono comunque essere chiamati a rispondere dei danni.

Davide Lazzini
24 aprile 2015

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