Londra: ”non mi importa più di vivere” prende 4 persone in ostaggio, arrestato

Terrore a Londra dove nel corso della giornata ha avuto luogo l’ennesimo atto folle figlio di una decadenza e di una crisi culturale, economica ed etica: questa mattina un uomo ha preso in ostaggio quattro persone in una scuola guida per veicoli commerciali, minacciando di farsi saltare in aria. Il fatto è avvenuto in Tottenham Court Road, nel centro della capitale inglese ed ha avuto fine solo nel pomeriggio quando la polizia di Scotland Yard è riuscita a fare irruzione e a fermarlo.

L’uomo, Michel Green, 50 anni, si era introdotto negli uffici con delle bombole di gas legate addosso per protestare contro il mancato rilascio della patente per guidare i tir.
Dopo aver gettato a terra alcuni computer e vari oggetti dal quinto piano dell’edificio la polizia ha deciso di far evacuare il palazzo, che ospita anche la redazione del “Huffington Post”, e interdire la zona al traffico compresa la fermata metro di Goodge Street. Nello stesso momento i palazzi circostanti sono stati fatti occupati dai cecchini.
L’incubo è finito solo qualche ora più tardi, una volta arrestato l’uomo ha affermato di aver agito per fatti personali nei confronti della ditta colpita, ora si trova in una vicina caserma dove è sotto interrogatorio.
 In queste ore sono in corso ispezioni degli artificieri per assicurarsi che non vi siano esplosivi.
Abby Baafi, 27 anni, direttrice del training e delle operazioni di Advantage (società che offre corsi per patenti di veicoli pesanti) ha poi dichiarato ai media: “Eravamo in ufficio e quest’uomo è entrato. Gli hanno chiesto chi era e lui ha detto Michael Green. L’ho riconosciuto perché era uno dei nostri clienti ma non è molto stabile, mentalmente stabile. Si è presentato con bombolette di gas legate addosso e ha minacciato di far saltare in aria l’ufficio. Ha detto che non gli importa più niente di vivere. Che non gli importa più di nulla e che farà saltare in aria tutti. Cercava specificatamente me, ma quando gli ho detto ‘Non mi chiamo Abby’ mi ha lasciata andare”.

Enrico Ferdinandi

27 aprile 2012

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