La buona scuola non piace: il 5 maggio sarà sciopero

La buona scuola non piace: il 5 maggio sarà sciopero

0ROMA – Non si placano le proteste nei confronti del Ddl di riforma della scuola; dal palco della manifestazione delle Rsu di settore, Rino Di Meglio – coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – ha chiesto a nome dei partecipanti che il disegno di legge sia fermato e che il Governo ascolti la piazza.

Di Meglio ha inoltre annunciato uno sciopero del comparto: “Dobbiamo essere in tanti a manifestare e il 5 maggio, non deve essere la conclusione di un periodo di lotta, ma l’inizio; a costo di scioperare anche nel periodo degli scrutini”. Per il coordinatore della Gilda “abbiamo valori fondamentali condivisi che oggi sono in pericolo. Dobbiamo fare in modo che le scuole siano tutte chiuse, è una battaglia che vinciamo se dimostriamo la nostra unità” contro un Ddl che “lede le norme costituzionali – specifica – con l’assunzione diretta dei docenti”.

Annamaria Furlan, vertice della Cisl, è inervenuta a margine della manifestazione di oggi per chiedere al Governo di fare un decreto legge per l’assunzione dei precari della scuola e salutare positivamente la protesta degli insegnanti e del personale definendola “sacrosanta”. Furlan ha ricordato che “questo Governo è quello che in assoluto ha fatto più decreti. E allora – ha suggerito – ne faccia uno per fare da subito le assunzioni nella scuola. Visto che tutto è passato in un disegno di legge, sarà davvero complicato fare le assunzioni entro settembre. Non si fanno le riforme con le consultazioni on line. La vera scuola è quella della Costituzione, della partecipazione e della collegialità. Tutte cose che mancano del tutto nel disegno di legge del Governo. Ecco perché chiediamo di rivederlo”.

Stefano Fassina (Pd), in piazza per incontrare le Rsu, è d’accordo nell’auspicare una rivisitazione del disegno di legge: “Il ddl ‘la Buona scuola’ rischia di aggravare le condizioni della scuola pubblica. E aggiunge: va profondamente corretto; c’è una parte positiva, in controtendenza col passato che prevede l’assunzione di 100mila precari e altre parti che vanno radicalmente corrette: non si possono sbattere fuori decine di migliaia di docenti qualificati che nella precarietà hanno mandato avanti la scuola pubblica per anni”. Secondo Fassina “anche il principio dell’autonomia non può essere declinato in modo verticistico con il dirigente scolastico capo assoluto: bisogna coinvolgere gli insegnanti perché la scuola non è una caserma con un maresciallo che dà gli ordini. La scuola deve essere coinvolgente e collegiale”.

Più criptico il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che commenta la manifestazione di oggi e l’annuncio di sciopero con un tweet: “Manifesto rispetto per chi sciopera. Stiamo cercando di costruire consenso su #labuonascuola, riforma culturale rivoluzionaria”.

Davide Lazzini
18 aprile 2015

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