India: i due marò riabbracciano le famiglie nel carcere di Trivandrum

Altri 14 giorni di carcerazione preventiva per i due marò italiani (Massimiliano Latorre e Salvatore Girone) accusati di aver ucciso due pescatori indiani, avendoli scambiati per pirati mentre lavoravano a bordo della petroliera Enrica Lexie.  Così è stato deciso dal magistrato di Kollam in quanto la polizia ha ancora bisogno di tempo per completare le indagini prima di decidere su un eventuale rinvio a giudizio.

Decisivo sarà l’esito della perizia balistica effettuata sulle armi dei marò che, secondo indiscrezioni, avrebbero già confermato che ad uccidere i due pescatori sono stati stati due fucili d’assalto modello Beretta in dotazione all’unità militare anti pirateria in servizio sulla petroliera Enrica Lexie. Negli scorsi giorni la responsabile del dipartimento di balistica N.G. Nisha aveva affermato che a seguito delle prove condotte su otto armi (oltre ai sei fucili Beretta, due mitragliette FN Minimi di fabbricazione belga): “Dopo aver esaminato i proiettili recuperati dai cadaveri delle vittime abbiamo stabilito che sono compatibili con le rigature delle canne di due fucili”.
I fucili in questione come detto sono degli ARX-160, nuovi fucili d’assalto assegnati solo per le valutazioni ad alcuni reparti tra i quali le forze speciali, compreso il Reggimento San Marco che però ne ha si alcuni ma solo per la sperimentazione e non sono ancora stati adottati. Difatti la Marina italiana ha sempre affermato che i due marò erano in possesso di due  fucili Beretta AR 70/90, modello in servizio nelle forze armate italiane dai primi anni ’90 e che gli ARX-160 non erano utilizzati ne dai team di protezione navale ne da quello imbarcato sulla petroliera.
Mentre quindi le polemiche intorno alla perizia balistica si fanno sempre più accese quest’oggi nel carcere di Trivandrum, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono stati visitati dai loro familiari.
I genitori di Girone, insieme a Vania Ardito Girone (moglie di Salvatore) e Maria Ferrara, Franca Latorre e Christian D’Addario hanno riabbracciato i due marò per la prima volta dal tragico evento.
Il contrammiragli Franco Favre, addetto militare italiano a New Delhi, ha dichiarato: “Adesso sono insieme, da soli ed ho visto due famiglie bellissime, della terra del sud, forti e positive. Degnissime persone”.
Al momento dell’incontro Latorre e Girone hanno affermato di sentire la vicinanza degli italiani: “Tutta l’Italia è con noi. Sentiamo una coesione generale attorno al nostro problema”.

Enrico Ferdinandi

19 aprile 2012

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