Aspiranti jihadisti in Italia: tre arresti nel torinese

Aspiranti jihadisti in Italia: tre arresti nel torinese

 isisTORINO — Si è conclusa nelle scorse ore l’operazione denominata “Balkan Connection” che ha portato all’arresto di tre uomini: due di origini albanesi e un italiano che operavano, con sede nel torinese, tra il nostro Paese e i Balcani. In seguito a varie perquisizioni, concentrate maggiormente in Piemonte, il prefetto della Ugicos Mario Papa ha dichiarato che gli uomini avevano istituito una vera e propria cellula di reclutamento di estremisti islamici, con base in Val di Lanzo, a nord di Torino, per instradare gli aspiranti jihadisti verso le milizie dell’Isis. I primi due sono indagati del reato di reclutamento con finalità di terrorismo, il terzo di apologia di delitti di terrorismo, aggravata dall’uso di internet. Nessuno dei tre uomini avrebbe combattuto in Siria o in altri fronti in cui è presente il Califfato: si tratta di persone che mantenevano i contatti con l’Isis esclusivamente attraverso il web e che contribuivano all’indottrinamento di giovani uomini italiani.

Durante la perquisizione, presso la base dei Terroristi, è stato rinvenuto un documento di propaganda dell’Isis di 64 pagine, scritto interamente in italiano, intitolato “Lo stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare”. Al momento del blitz, il documento aveva già fatto il giro del web ed era già stato condiviso da diversi utenti Facebook e Twitter, a conferma di quanto sia importante l’utilizzo dei social per gli uomini del Califfato. Gli investigatori sostengono che l’importanza del documento non sta tanto nei contenuti, ma nel fatto che le 64 pagine siano state ideate specificamente per un pubblico italiano. A riguardo indagano la Polizia Postale e la Digos di Brescia, monitorando ventiquattr’ore su ventiquattro i maggiori siti filo-terroristi.

Intanto, con il presupposto che i terroristi siano in contatto con delle basi in Albania, nelle prossime ore continueranno le operazioni di perquisizione nei pressi di Tirana da parte degli uomini dell’Antiterrorismo.

Mirko Olivieri
25 marzo 2015

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