Addio a Miriam Mafai, la ragazza rossa

È morta questa mattina a Roma, all’età di 86 anni Miriam Mafai, giornalista, scrittrice e militante politica nelle fila del Pci e poi del Pds (con il quale è stata anche deputata), una personalità che ha “fatto” un pezzo della recente storia culturale e politica dell’Italia.
Figlia di una coppia di noti artisti italiani del XX secolo Mario Mafai e Antonietta Raphael, Miriam Mafai nacque a Firenze il 2 febbraio 1926. È ricordata con l’appellativo di “ragazza rossa”, soprannome dato in omaggio al suo compagno Giancarlo Pajetta (suo compagno per tutta la vita scomparso nel 1990) il “ragazzo rosso”, entrambi furono protagonisti della resistenza antifascista a Roma, resistenza alla quale Miriam partecipò nelle fila del Pci.

Dopo la liberazione dalla dittatura continuò l’attività politica per poi affacciarsi anche al mondo del giornalismo a partire dagli anni ’50 diventando prima redattrice dell’Unità e poi corrispondente italiana da Parigi per il settimanale “Vie Nuove”. La Mafai ha anche contribuito alla nascita de la Repubblica, giornale divenne editorialista. La ragazza rossa però come detto è stata anche scrittrice, intensa la sua attività saggistica, fra le sue produzioni sono ricordate le opere “Diario italiano 1976-2006 edito da Laterza nel 2008” e Dimenticare Berlinguer. La Sinistra italiana e la tradizione comunista, 1996 e Botteghe oscure, addio, 1997, opera, quest’ultima, che le valse il Premio Cimitile, nel 1996. Nel 2005 invece vinse il Premio Montanelli, per la sua attività volta al miglioramento ed allo sviluppo della cultura italiana del ‘900, ed alla particolare attenzione che riservò alla sfera femminile.
Parole di cordoglio sono arrivate da ogni dove, dal mondo della politica a quello giornalistico.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una nota diffusa dal Quirinale, ha affermato: “Con lei scompare una delle più forti personalità femminili italiane degli scorsi decenni: erede di un’alta tradizione intellettuale e artistica famigliare, si era impegnata giovanissima nella Resistenza romana, affermandosi presto come giornalista di grande talento e combattività, e quindi come significativa scrittrice in stretto legame con il movimento per l’emancipazione delle donne e con l’attività politica della sinistra. Lo spirito critico con cui aveva ripercorso le sue scelte ideali era parte di un temperamento morale alieno da convenzionalismi e faziosità. Nel ricordare la schietta amicizia che ci ha così a lungo legati, mi resta vivissima l’immagine della sua umanità appassionata, affettuosa ed aperta”.
Il sindaco di Firenze (città natale di Miriam) Matteo Renzi, appresa la notizia della sua morte ha invece dichiarato: “Firenze ricorda Miriam Mafai, che qui era nata 86 anni fa, firma storica del giornalismo italiano, donna e intellettuale appassionata nella scrittura, nell’impegno civile, nella politica e nell’antifascismo. Alla famiglia le condoglianze dell’amministrazione e della città”.

Enrico Ferdinandi

9 aprile 2012

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