Morta una bimba di quattro anni per le complicanze del morbillo

Morta una bimba di quattro anni per le complicanze del morbillo

 vaccinoROMA — Nel 2015 si muore ancora per le complicanze del morbillo, anche qui in Italia. Il morbillo è altamente contagioso e uccide così, aprendo la strada a patologie anche letali, come la panencefalite subacuta sclerosante che sabato pomeriggio ha ucciso una bimba di quattro anni ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma. In questo ospedale ha vissuto i suoi ultimi quattro mesi di vita, nel tentativo disperato da parte dei medici di trovare una cura efficace per questa rara forma di encefalite; un primo ricovero di tre settimane era avvenuto già a fine ottobre, presso il Bambino Gesù.

Ora i genitori denunciano un’inadeguatezza del trattamento sanitario, per loro colpevole delle atroci sofferenze patite dalla piccola negli ultimi sei mesi, un calvario fatto di continui attacchi epilettici e pochi momenti di tranquillità. L’accusa è rivolta soprattutto verso i primi medici che non sono stati in grado valutare la gravità della situazione e di diagnosticare immediatamente la cerebropatia progressiva della figlia, adottando quindi sin dall’inizio la terapia adeguata che avrebbe evitato in parte la dolorosa agonia.

In seguito alla querela depositata, a nome dei genitori, dall’avvocato Stefano Sanità, è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo da parte della Procura. In corso d’indagine il Pubblico Ministero Attilio Pisani ha quindi disposto l’autopsia della bimba, oltre all’acquisizione delle cartelle cliniche dei due ospedali.

Una tragedia questa che si inserisce in un dibattito a lungo corso tra quanti sostengono la medicina tradizionale e la necessità delle vaccinazioni da una parte (sottolineando, nel caso specifico, la contagiosità e la potenziale pericolosità del morbillo), e quanti invece ritengono la vaccinazione molto più rischiosa della malattia.

La recente epidemia di morbillo a Disneyland, in California, avvenuta lo scorso gennaio per la diffusione del virus a persone non vaccinate ed infettate da una donna che aveva visitato il Parco mentre era ammalata di morbillo e contagiosa, ha risollevato domande e perplessità mai del tutto sopite in merito ad una malattia che non è semplicemente noiosa e innocua, ma anche potenzialmente pericolosa e fatale.

 Roald Dahl con la famigliaRoald Dahl (scrittore e sceneggiatore, autore di molti libri tra cui La fabbrica di cioccolato) ha visto morire nel 1962 sua figlia Olivia proprio per una complicanza dovuta al morbillo, una delle più terribili: l’encefalite morbillosa, che lui descrive in uno struggente racconto appena riscoperto. Due anni prima di morire, era il 1988, volle anche sensibilizzare le persone invitandole a far vaccinare i bambini.
Le sue parole in questo momento hanno un’eco di assoluta attualità ed è bene riproporle:

«A sette anni, Olivia, la mia figlia maggiore, prese il morbillo. Ricordo che mentre la malattia faceva il suo corso leggevo spesso per lei mentre era a letto, e non ero particolarmente preoccupato. Poi un mattino, quando ormai stava guarendo, ero seduto sul suo letto e le stavo mostrando come fare degli animali con dei nettapipe colorati. Quando ha provato a farne uno lei, mi sono reso conto che le sue dita e la sua mente non si coordinavano e lei non riusciva a fare niente. «Ti senti bene?» le chiesi. «Mi sento assonnata», mi rispose. Nel giro di un’ora aveva perso conoscenza. Dodici ore dopo era morta. Il morbillo si era trasformato in una cosa terribile chiamata encefalite morbillosa, e non c’era niente che i dottori avrebbero potuto fare per salvarla. Questo accadde nel 1962, ma persino ora se una bambina col morbillo finisse per sviluppare la stessa reazione di Olivia, non ci sarebbe comunque niente che i dottori potrebbero fare per lei. D’altra parte, oggi c’è qualcosa che i genitori possono fare per assicurarsi che ai loro figli non accada una simile tragedia. Possono far vaccinare dal morbillo il loro bambino. Nel 1962 non potevo fare una cosa del genere per Olivia perché all’epoca non era stato ancora messo appunto un vaccino affidabile contro il morbillo. Oggi ogni famiglia ha a disposizione un vaccino valido e sicuro: tutto quello che dovete fare è chiedere al vostro medico di somministrarlo. Ancora oggi le persone non pensano che il morbillo sia una malattia pericolosa. Ma lo è, credetemi. A mio parere, i genitori che oggi rifiutano di far vaccinare i loro figli mettono le loro vite in pericolo. In America, dove vaccinarsi è obbligatorio, il morbillo e il vaiolo sono stati spazzati via. Qui in Regno Unito, visto che molti genitori si rifiutano di far vaccinare i figli – che sia testardaggine, ignoranza, o paura – abbiamo ancora circa centomila casi di morbillo ogni anno. Di quelli, più di 10 mila malati avranno qualche effetto collaterale di vario tipo. Almeno 10 mila svilupperanno infezioni alle orecchie o ai polmoni. Circa 20 moriranno.
PENSIAMOCI BENE.
Ogni anno in Gran Bretagna circa 20 bambini moriranno per il morbillo. E allora quali sono i rischi che corrono i vostri figli se verranno vaccinati? Sono quasi inesistenti. Ascoltatemi. In un posto con circa 300 mila persone ci sarà solo un bambino ogni 250 anni che svilupperà seri effetti collaterali dal vaccino contro il morbillo! È circa una possibilità su un milione. Penso che ci siano più possibilità che vostro figlio si soffochi con una tavoletta di cioccolato che di ammalarsi seriamente a causa del vaccino contro il morbillo. E allora per quale ragione al mondo vi state preoccupando? È davvero criminale non far vaccinare vostro figlio. Il momento ideale per farlo è a 13 mesi, ma non è mai troppo tardi. Tutti i bambini in età scolare che ancora non sono stati vaccinati contro il morbillo dovrebbero pregare i loro genitori di farlo il prima possibile. A proposito. Ho dedicato due dei miei libri a Olivia, il primo era James e la pesca gigante (James and the Giant Peach). All’epoca era ancora viva. Il secondo è Il GGG (BFG), dedicato alla sua memoria dopo che era morta per il morbillo. Troverete il suo nome all’inizio di questi due libri. So quanto sarebbe felice se potesse sapere che la sua storia ha aiutato a risparmiare un bel po’ di malattie e morte tra gli altri bambini.»

Paola Mattavelli
11 marzo 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook