Rubava fondi alla scuola e li spendeva in turismo sessuale. Preside condannato a risarcire 160 mila euro

Rubava fondi alla scuola e li spendeva in turismo sessuale. Preside condannato a risarcire 160 mila euro

giovanni-scollo_300x204PIAZZA ARMERINA – Avvalendosi delle cariche ricoperte all’interno dell’Istituto tecnico commerciale Leonardo da Vinci, l’ex dirigente scolastico e l’ex direttore amministrativo erano riusciti a sottrarre dai fondi dell’istituto ben 340 mila euro, spendendone gran parte per organizzare viaggi privati a luci rosse. Una volta scoperto il raggiro, i due sono stati processati e condannati in primo grado a risarcire alla scuola la somma comprensiva degli interessi.

Giovanni Scollo, ex dirigente scolastico dell’Istituto Leonardo da Vinci, ha presentato ricorso in Appello, ma la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha confermato (sentenza 49/A/2015) la condanna, imponendo all’uomo di risarcire alla scuola 160 mila euro. Delle Cave, l’ex direttore amministrativo, ha preferito invece non presentare ricorso. Entrambi si trovano ai domiciliari e sono stati indagati per peculato e falso in atto pubblico, commesso – tra l’altro – da pubblico ufficiale.

Scollo era accusato dalla procura ordinaria anche di estorsione ai danni di Delle Cave. Quest’ultimo, invece, deve rispondere di alcune minacce rivolte ad altri docenti della scuola con un ‘nunchaku’, un’arma usata nelle arti marziali e composta da due corti bastoni di legno collegati ad una estremità attraverso una catena.

Il lavoro degli agenti è cominciato nell’aprile 2010, quando Delle Cave viene coinvolto in un grave incidente. L’uomo viene ricoverato in prognosi riservata, ma gli agenti della polizia stradale intervenuti trovano una lettera nella quale l’ex direttore elenca un sfilza di appropriazioni dalle casse della scuola, fatte da lui stesso e dal dirigente Giovanni Scollo. Una volta fuori pericolo, Delle Cave viene interrogato sui contenuti della lettera: messo di fronte all’evidenza, l’ex direttore amministrativo ricostruisce non solo la dinamica delle appropriazioni, ma anche uno scenario fatto di minacce e intimidazioni. Secondo la sua versione dei fatti, un mese prima dell’incidente, Scollo lo avrebbe costretto a firmare una lettera nella quale confessava di essere l’unico responsabile delle sottrazioni: motivo per cui l’ex dirigente scolastico ha dovuto difendersi anche dall’accusa di estorsione.

Giovanni Scollo – inoltre – non ha esitato a manomettere il proprio passaporto quando ha capito che Delle Cave aveva confessato agli agenti e al sostituto procuratore Marco Di Mauro i reati commessi. Compresa la situazione, Scollo ha cercato di eliminare le tracce dei viaggi all’estero e in particolare quelli in Romania, ma gli esami della polizia scientifica hanno fatto emergere le manomissioni sul passaporto.

Una volta ricostruita la serie di viaggi intrapresi da Scollo, gli agenti hanno comparato la lista con quelli effettuati dall’ex direttore Delle Cave: da lì la conferma che le date delle gite di piacere coincidevano su entrambi i passaporti. Oltre a questo elemento, è stato infine accertato che le sottrazioni di somme dai fondi della scuola avvenivano in coincidenza con i viaggi all’estero.

Davide Lazzini
1 marzo 2015

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