Paoli: a marzo l’interrogatorio. Per Grillo è una ‘vittima sacrificale’

Paoli: a marzo l’interrogatorio. Per Grillo è una ‘vittima sacrificale’

711367_gino paoliROMA – Andrea Vernazza, legale di Gino Paoli, è certo: “Chiariremo tutto. L’accusa e’ infondata”. Il cantante, indagato perché avrebbe portato in Svizzera 2 milioni di euro – evadendone 800mila –  avrebbe confidato al suo difensore l’intenzione di “dimettersi dalla presidenza della Siae”. A quel punto – spiega Vernazza – “gli ho consigliato di sospendersi in attesa di chiarire tutto” ed ha poi aggiunto che Paoli “è dispiaciuto per questa cosa, per l’immagine che ne esce fuori. Ma lui non ha commesso alcun reato”.

Nel frattempo la Siae ha reso noto che il suo presidente Gino Paoli ha convocato per martedi 24 febbraio un Consiglio di gestione, durante il quale esprimerà la sua posizione e comunicherà le sue decisioni in merito alla vicenda che lo vede coinvolto. Nel dare notizia della convocazione del Consiglio, la Siae ha rigettato l’ipotesi di sospensione dello stesso Paoli dalla presidenza “in quanto non prevista dallo Statuto della Società”.

Il gruppo alla Camera del M5S, aveva chiesto attraverso una nota diretta a Paoli di “valutare seriamente le dimissioni dalla sua carica”. Come riferito da Vernazza, Beppe Grillo, amico del cantante, ha telefonato a Paoli per scusarsi con lui dopo gli attacchi del Movimento. Sul suo blog Grillo ha inoltre precisato la sua posizione in merito alla vicenda: “Premetto che Gino Paoli è mio amico e quindi potrei essere considerato poco obiettivo. Ma a questo gioco al massacro di una persona di 80 anni non pregiudicato, mai inquisito per alcunchè, che mi risulti, io non ci sto! I cittadini sono diventati vittime sacrificali, mostri da sbattere in prima pagina senza che possano difendersi. Io non ho mosso i miei contro Gino Paoli”. Ciò allontana anche l’ipotesi di frattura tra i deputati pentastellati e il vertice del Movimento: il gruppo parlamentare, a sua volta, ha infatti precisato che “non c’è alcuna presa di distanza di Beppe Grillo dai deputati M5S”. Il gruppo – concludono – “come sempre, ha agito in piena autonomia, riconosciuta da Grillo, e aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso”.

L’interrogatorio nei confronti del cantante – concordato tra il suo legale, l’avvocato Vernazza, e il procuratore aggiunto Nicola Piacente che coordina le indagini della Guardia di finanza – si svolgerà il prossimo 2 Marzo. “Gino Paoli – ha sottolineato il legale – aveva contattato il commercialista Andrea Vallebuona per riportare i soldi in Italia, quindi per rientrare nella legalità. Non per portarli in Svizzera”.

In attesa che venga chiarito ogni aspetto della vicenda, il direttore generale della Siae, Gaetano Blandini ha speso parole di solidarietà verso il cantante: “Sono sicuro che potrà difendersi, come tutti i cittadini, di fronte alle accuse. Dal punto di vista personale, ha tutto il mio sostegno e la mia solidarietà”. Ora non resta che attendere il  2 marzo, quando Paoli sarà interrogato dai pm Nicola Piacente e Silvio Franz, che coordinano le indagini della Guardia di finanza.

Davide Lazzini
21 febbraio 2015

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