Guerrilla capitale: 6 arresti e danni ingenti ai monumenti

Guerrilla capitale: 6 arresti e danni ingenti ai monumenti

barcaccia4-1000x600ROMA – Ignazio Marino non ci sta: il primo cittadino della capitale ha usato parole pesanti sia nei confronti dell’Olanda, sia per quanto concerne le autorità italiane che devono occuparsi della sicurezza, in particolare contro il ministero dell’Interno. Per cercare eventuali responsabilità e per trovare una soluzione per scongiurare il ripetersi delle scene cui ieri abbiamo assistito, oggi pomeriggio si sta svolgendo un incontro tra Marino e il titolare del Viminale, Angelino Alfano. Al momento sono 6 – tutti detenuti nel carcere Regina Coeli – i tifosi del Feyenoord arrestati nel corso degli scontri avvenuti ieri nella zona di Piazza di Spagna. Per loro le accuse sono di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Per i disordini di mercoledi a Campo de’ Fiori – invece – sono già stati condannati 19 hooligans. Il magistrato invierà al gip la richiesta della convalida d’arresto e a quel punto il giudice avrà 48 ore per fissare gli interrogatori di garanzia.

Intorno alle 13.30 odierne il sindaco Marino ha concluso una conferenza con la stampa italiana ed estera in cui ha sottolineato di pretendere che ogni giorno venga garantita a tutti i romani la stessa sicurezza che fu garantita l’anno scorso al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama quando volle visitare il Colosseo. In quell’occasione – ha ricordato Marino – si riuscì a far allontanare dal monumento tutti i venditori ambulanti, cosa che non è avvenuta ieri: per questo i tifosi olandesi sono riusciti a procurarsi l’alcol, nonostante l’ordinanza ne vietasse la vendita.

Riferendosi ai danneggiamenti all’arredo urbano e, cosa ancor più grave, ai danni subìti dai monumenti capitolini, ha ripetuto più volte che “chi rompe paga” tuttavia, ha riferito, gli olandesi hanno fatto sapere di non ritenersi responsabili di quello che è successo ieri e dunque non pagheranno nulla. Per tutti gli olandesi che non vogliono pagare i danni arrecati, ci sarebbero – a detta del Sindaco –  diversi cittadini italiani che si sono offerti di coprire le spese per il restauro della Barcaccia, uno dei monumenti ad aver subìto i danni più consistenti: ben 110 scalfiture della struttura.

Matteo Renzi, che si è espresso ieri sull’accaduto, ha parlato di azioni barbariche, puro segno inciviltà, ed ha aggiunto che i tifosi olandesi colpevoli saranno puniti con molta severità e durezza, perché il loro è stato un vero e proprio insulto alla civiltà. Chiamando in causa l’organizzazione del servizio di ordine pubblico – e probabilmente riferendosi anche alla facilità con la quale i venditori abusivi riescano ad aggirare i divieti – Renzi ha dichiarato: “Se ci sono state sottovalutazioni, degli errori da parte nostra, lo verificheremo”.

Verifiche che sono il piatto forte dell’incontro odierno tra Marino e il ministro dell’Interno Alfano. Forza Italia chiede le dimissioni del primo cittadino che, invece, a sua volta attacca la Questura e la Prefettura dicendo: “Il sindaco, anche della capitale, non ha alcun potere sui Carabinieri, sulla Polizia, sulla Guardia di finanza. Esiste una figura che si chiama prefetto, che ha i poteri, conferiti dal ministero dell’Interno, per gestire la sicurezza e l’ordine pubblico in una città. Non è certo il sindaco che deve armare i cittadini”.

Sull’accaduto è intervenuto anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che commenta: “È una vergogna. Non sono tifosi, sono vandali. Spero che adesso ci siano punizioni esemplari. In questo momento sono in corso gli accertamenti delle soprintendenze di Stato e Comune”. Intanto dall’Olanda, il sindaco di Rotterdam Ahmed Aboutaleb ha inviato una lettera a Marino in cui scrive: “La città di Rotterdam ha accolto con orrore la notizia del comportamento riprovevole di una parte dei tifosi del Feyenoord. Naturalmente siamo disposti a offrire la nostra collaborazione per rintracciare individui che abbiano commesso illeciti”.

Davide Lazzini
20 febbraio 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook