Giudice calabrese corrotto dalla ‘ndrangheta, gli pagavano le escort

E’ stato arrestato per corruzione aggravata dalla finalità mafiosa Giancarlo Giusti, gip del tribunale di Palmi in Calabria. L’arresto è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano sul clan dell’ndrangheta dei Lampada, secondo gli inquirenti Giusti avrebbe ricevuto dai clan della ‘ndrangheta almeno 71 mila euro, inoltre gli sarebbero stati pagati, in cambio di alcuni favori, viaggi all’estero ed escort che il giudice incontrava in alberghi di lusso, il tutto a spese del clan Lampada.

L’inchiesta è condotta dal gip Giuseppe Gennari, che ha avviato la procedura contro Giusti su richiesta dei pm Ilda Boccassini e Paolo Storari. Nella stessa inchiesta sul clan Lampada è stato arrestato anche il presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria.
Giusti già lo scorso 16 Dicembre, nel corso dell’indagine del pool antimafia, era stato sospeso dalle sue funzioni di giudice di Palmi con delibera della sezione disciplinare del Csm. Da tempo perquisito e indagato, era nel mirino degli inquirenti  come figura fondamentale dell’inchiesta milanese sulla ‘ndrangheta. Sarebbe infatti stato corrotto con una serie di viaggi e soggiorni a Milano pagati dal clan Lampada. Avrebbe inoltre avuto diversi incontri, anche questi pagati dalla ‘ndrangheta con una ventina di escort diverse.
Il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati ha chiarito in una nota la posizione di Giusti, il giudice è accusato di corruzione in concorso con il presunto boss della ’ndrangheta calabrese Giulio Lampada, ma soprattutto “ per compiere e per aver compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio, in palese violazione dei principi di imparzialità, probità e indipendenza tipici della funzione giudiziaria, si metteva a disposizione di Giulio Lampada» afferma Liberati “Inoltre tale mercimonio della funzione veniva posto in essere dal magistrato al fine di ricevere e dopo aver ricevuto le utilità economiche da Giulio Lampada e da soggetti a quest’ultimo collegati, tra cui Mario Giglio e Minasi Vincenzo per un valore complessivo di almeno 71mila euro. Il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di favorire l’associazione di tipo mafioso”.

Valentina Vanzini

28 marzo 2012

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