India, italiani rapiti dai maoisti: rilasciamo uno in cambio di 5

India. Scade questa sera un nuovo ultimatum imposto dai maoisti allo stato indiano sui due italiani rapiti lo scorso mercoledì nello stato di Orissa. I maoisti hanno affermato che sono pronti a rilasciare uno dei rapiti, Paolo Bosusco, a 54 anni, guida turistica, e Claudio Colangelo, romano di 61 anni, solo se lo stato indiano, affermano i rapitori in un audio-messaggio trasmesso dai media indiani: “se il governo accetta due delle nostre richieste”.

Una delle due richieste sta nella liberazione di 5 guerriglieri arrestati negli scorsi mesi dalle autorità indiane ed ora in carcere più la scarcerazione della moglie del leader maoista Sabyasachi Panda, ovvero Subhashree Das. I maoisti hanno anche avanzato altre richieste (tredici in tutto) come l’imposizione del divieto ai turisti di entrare o fotografare le popolazioni residenti nelle regioni tribali di Orissa. Ricordiamo ai nostri lettori che i maoisti hanno rivendicato il rapimento accusando i due italiani di aver fotografato delle donne del posto mentre si stavano lavando in un corso d’acqua poco distante dal villaggio dove si trovavano per l’escursione.
Il portavoce della Farnesina, Giuseppe Manzo ha comunicato che in queste ore il console generale a Calcutta, Joel Melchiori, e le autorità indiane stanno lavorando per trovare una soluzione alla vicenda.
Intanto le suore di Madre Teresa a Kandhamal hanno rivolto un appello ai maoisti per la liberazione dei due italiani: “Noi, Missionarie della Carità, impegnate a servire i più poveri tra i poveri in Kandhamal, chiediamo a voi, nostri cari fratelli e sorelle che tengono in ostaggio i due turisti italiani, di rilasciarli senza condizioni. Le loro famiglie e i loro amici stanno soffrendo in modo terribile. Dio vi benedica”, queste le parole di suor M. Suma, superiora regionale delle Missionarie della Carità.

Enrico Ferdinandi

21 marzo 2012

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