‘Ndrangheta: sequestro milionario di beni e otto arresti

‘Ndrangheta: sequestro milionario di beni e otto arresti

319334_carabinieri_fi_okREGGIO CALABRIA – I carabinieri del Comando provinciale reggino hanno arrestato 8 persone nel corso dell’operazione ‘Tnt 2’ ed hanno sequestrato beni pari a 10 milioni di euro: quote sociali, patrimoni aziendali e conti correnti, immobili, automezzi, rapporti bancari e prodotti finanziari.

Gli arrestati apparterrebbero alla cosca Franco di Reggio Calabria, per loro le accuse sono di associazione mafiosa, spaccio, detenzione e cessione di esplosivo tipo ‘C-4’ ed estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Per gli investigatori i soggetti coinvolti sarebbero coloro ai quali era stato sottratto – da 10 persone arrestate ad aprile 2014 – l’esplosivo proveniente dalla nave Laura C, mercantile affondato nella seconda Guerra mondiale.

L’operazione, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, è infatti la prosecuzione di quella dello scorso anno. Il relitto della nave, colata a picco con un carico di esplosivo davanti alle coste reggine, è stato depredato anche da parte della ‘ndrangheta per potenziare i suoi arsenali. Numerosi, secondo i carabinieri, gli episodi e gli attentati in cui l’esplosivo è risultato impiegato.

Scoperto il furto di tritolo, i presunti affiliati alla cosca Franco misero in atto una serie di tentativi per riaverlo attraverso minacce e percosse ai danni di coloro che l’avevano sottratto: tutto però è andato a monte poiché l’intervento delle forze dell’ordine ha portato al sequestro dell’esplosivo.

Tra gli indagati figura Giuseppina Franco, figlia del boss storico della cosca, Michele, e il marito, Carmelo Consolato Murina, indicato come il reggente della consorteria e indagato in stato di libertà in quanto già detenuto per altri reati. Arrestato anche un noto imprenditore reggino, Filippo Gironda, inserito nel circuito degli appalti pubblici del Comune di Reggio Calabria, nella cui villa,  sarebbero stati portati gli autori del furto di esplosivo per costringerli a restituire il tritolo, che è dello stesso tipo di quello trovato nelle stive della nave Laura C.

Davide Lazzini
6 febbraio 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook