Strage di Tolosa: il killer ha ripreso tutto con una telecamera

Il folle che ieri mattina ha ucciso quattro persone davanti ad una scuola media ebraica a Tolosa ha ripreso tutto con una telecamera. Secondo alcuni testimoni difatti mentre l’uomo sparava ed inseguiva fin dentro la scuola i bambini uccidendone tre, stava riprendendo la scena per farne un video. A confermare la notizia il ministro dell’Interno francese Claude Guéant, che ha precisato che il killer (secondo alcuni presenti) aveva una piccola telecamera appesa al collo, simile a quelle usate dai paracadutisti dell’esercito francese che, come spiega lo stesso Guéant: “permette di registrare col grand’angolo delle immagini e poi di vederle su un computer”.

Ricordiamo che le vittime del folle gesto sono state un professore (della stessa scuola ebraica) di 30 anni di cittadinanza francoisraeliana,  residente a Gerusalemme, i suoi due figli (di 4 e 5 anni), e un’altra bimba di 8 anni figlia del direttore dell’istituto scolastico.
In loro ricordo questa mattina si è svolto un corteo nel cortile del Capitole (il Campidoglio) di Tolosa, nello stesso momento (le 11.00) tutte le scuole francesi hanno osservato un minuto di silenzio e poco dopo il il presidente Nicolas Sarkozy ha dichiarato che la Francia farà tutto il possibile per prendere l’autore del massacro ed ha detto: “Di fronte alla tragedia nazionale che stiamo vivendo, sospendo la mia partecipazione alla campagna presidenziale almeno fino a mercoledì”, invitando poi anche gli altri canditati a seguire il suo esempio.
Si prospetta una vera e propria caccia all’uomo (a cui stanno partecipando anche numerosi cittadini) ma resta ancora da capire con certezza chi sia il killer.
In un primo momento alcuni media francesi avevano ipotizzato che potessero esser implicati tre parà francesi radiati dall’esercito nel 2008 per attività neo-naziste, ma questa tesi è stata smentita dopo esser stati interrogati nella notte. Una fonte della polizia ha riferito stamani: “Due di loro sono stati sentiti questa notte dagli inquirenti e non sono coinvolti”, mentre il terzo era già stato sentito la scorsa settimana (conferma la stessa fonte della polizia) dopo la sparatoria costata la vita a tre soldati del reggimento dei parà di Montauban, e si era concluso che anch’egli è estraneo ai fatti.
Proprio la strage di Montauban della scorsa settimana sembra esser la chiave per capire chi si nasconda dietro quanto accaduto ieri in quanto si pensa, con sempre maggior fermezza, che si tratti della stessa persona.
Dalle prime testimonianze raccolte dalla polizia intanto si è delineato un primo identikit: un uomo muscoloso, tatuato e vestito di nero. Questo sembra esser l’identikit di uno dei paracadutisti dello stesso reggimento dei militari uccisi la settimana scorsa e che aprirebbe la strada ad indagare verso affiliati ad associazioni neonaziste.

Enrico Ferdinandi

20 marzo 2012

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