Arrestato il marito di Elena Ceste; l’accusa è di omicidio volontario e occultamento di cadavere

Arrestato il marito di Elena Ceste; l’accusa è di omicidio volontario e occultamento di cadavere

elena cesteAlle dieci di questa mattina, Michele Buoninconti, è stato arrestato e portato in caserma dai Carabinieri del comando provinciale di Asti. L’uomo, è stato prelevato con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. La detenzione inizierà nel carcere di Quarto.

La svolta è arrivata dal nuovo referto autoptico consegnato nelle mani del pm Laura Deodato dal professor Francesco Romanazzi, il medico legale incaricato della nuova perizia.

Giacomo Marson, gip di Asti, ha in seguito approvato l’ordinanza di arresto inoltrata dal pm. I quattro figli della coppia, a scuola durante l’arresto, verranno affidati alla sorella della vittima.

I RISULTATI: dai referti del professor Romanazzi si evince che sul corpo della vittima non sono presenti ferite da taglio o fori di proiettile, e che le ossa del corpo sono intatte e non presentano segni evidenti di fratture. Ma le cartilagini del collo sono danneggiate e in certe parti assenti. Questo, secondo gli inquirenti, è la dimostrazione che la Ceste sarebbe morta per una causa violenta come soffocamento o strangolamento. Resta però impossibile indicare una delle due possibilità come causa certa della morte.

La donna sarebbe stata uccisa in casa il giorno stesso della scomparsa e trasportata in seguito sul luogo del ritrovamento.

LA VICENDA: è il 24 Gennaio 2014, una mattina come le altre. Michele Buoninconti porta i figli a scuola su richiesta della consorte che “non si sentiva bene”, ma quando torna a casa un’ora dopo Elena è scomparsa. Subito dà l’allarme e chiede a una vicina di aiutarlo nelle ricerche. Durante i colloqui con gli investigatori, il marito sostiene che la moglie era turbata in quel periodo e che “sentiva delle voci”e la sua versione dell’accaduto cambia trasformandosi da un rapimento in un allontanamento volontario. I Carabinieri, però, non si fidano della versione di Buoninconti e considerano oscuri molti punti della vicenda: Se la donna è scappata perché lo avrebbe fatto a piedi, tra l’altro denudandosi prima di passare il cancello del cortile, lasciando la macchina parcheggiata? Inoltre perché si sarebbe preoccupata di togliersi la fede nuziale lasciando invece gli occhiali da vista, i documenti d’identità e il cellulare? Durante le indagini emergono altri elementi che vengono presi in considerazione degli inquirenti come ad esempio il fatto che nel Marzo 2014 il cane da caccia della famiglia, animale in grado di fiutare i resti della Ceste secondo gli inquirenti, viene riportato al vecchio proprietario. Un altro elemento alquanto sospetto emerge quando vengono tracciati gli spostamenti del cellulare del marito della vittima: Michele Buoninconti era sul luogo del futuro ritrovamento la mattina del 24 Gennaio prima che fosse dato l’allarme. Lui si giustifica dicendo che sì, era passato li vicino durante le ricerche, ma senza sapere che il corpo fosse nelle vicinanze. Su suggerimento dello stesso le indagini si addentrano nella vita privata della moglie; vengono scoperti messaggi e contatti con 6 uomini però in grado di fornire alle forze dell’ordine alibi convincenti che li scagionano da ogni eventuale dubbio. Nel frattempo arrivano molte segnalazioni di falsi avvistamenti, da Torino e persino Tenerife. A Ottobre avviene la tragica scoperta: in un canale poco lontano dall’abitazione della scomparsa vengono trovati, durante dei lavori, i resti di un corpo in avanzato stato di decomposizione. Il test del dna dimostra che il corpo è quello di Elena Ceste. E’ a questo punto che Buoninconti, fino a quel momento unico sospettato, viene ufficialmente iscritto nel registro degli indagati. L’arresto di oggi arriva esattamente un anno e 5 giorni dopo la scomparsa della donna.

di Riccardo Avignone

29 gennaio 2015

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