Human Factor, sul palco minoranza Pd e Vendola

Human Factor, sul palco minoranza Pd e Vendola

MILANO – Sul palco di Human Factor, il meeting organizzato da Sel che si è appena concluso, Nichi Vendola ha parlato di politica italiana ed ha offerto un commento anche sulla situazione elettorale in Grecia: “Questa tre giorni non è un evento, è l’inizio di un cammino che ci ha già trasformati. È un luogo di una sinistra plurale, ricco in cui non avete percepito né il rancore, né la depressione che sono i due sentimenti che da troppo tempo accompagnano la sinistra. La vittoria di Tsipras – prosegue il leader di Sel – seppellisce tutti i luoghi comuni sulla sinistra del ‘no’ e minoritaria. Non vi faremo il piacere di metterci in un angolo da soli”.

Dure le parole usate contro il Patto del Nazareno tra Pd e Forza Italia: “Il Patto del Nazareno è il momento di fondazione del Partito della Nazione – dice Vendola – È il seppellimento della dialettica tra destra e sinistra, tra giustizia ed ingiustizia. Ed è organico a questo progetto che la politica sia soltanto la processione dei commenti mentre altrove si esercita l’arte del comando”.

Allontanando le voci riguardanti un possibile scioglimento di Sinistra Ecologia e Libertà, Vendola ha dichiarato di non avere intenzione di procedere alla dissoluzione del partito, anzi, ha aggiunto: “dico a questa comunità di fare molti passi in avanti. Possiamo prefigurare la nascita di un coordinamento fatto da rappresentati di tutti coloro che sono interessati a questo processo – conclude – In questo coordinamento dovrà essere consentita la doppia militanza, ognuno con la sua tessera”.

A Human Factor hanno preso parte anche alcuni esponenti Pd appartenenti alla minoranza interna: Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Stefano Fassina. Il primo ha evocato ancora la scissione: “Non posso garantire che non si divida. In tanti se ne sono già andati. Non c’è bisogno di dividere il Pd, ma io non posso garantire che questo non succeda. Non c’è alcun disegno per rompere ma se non si cambia non è una scissione, è un’altra cosa, ed è un’altra cosa che vogliamo costruire tutti insieme. Per me è doloroso dire queste cose perché sono partito dall’Ulivo. Se queste cose interessano il Pd io ne sarò felice. Se non interessa, come dice Renzi, ce ne faremo una ragione”.

“Penso davvero che quello che state e stiamo facendo sia prezioso, ma vorrei dirvi che sarebbe un limite se una condizione di questo disegno fosse la rottura di un partito che raccoglie militanti magari delusi ma convinti che in questo partito vi sia un pezzo della loro storia” ha invece detto Cuperlo.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook