Lamezia Terme, ucciso e carbonizzato davanti a casa

Lamezia Terme, ucciso e carbonizzato davanti a casa

 Auto bruciata a Lamezia TermeLAMEZIA TERME (CATANZARO) — L’imprenditore edile Domenico Maria Gigliotti, 41 anni, è stato ucciso questa notte in un agguato a Lamezia Terme. L’uomo è stato freddato a colpi di pistola mentre rientrava a casa e successivamente la sua macchina è stata data alle fiamme con il suo corpo all’interno.
L’allarme è stato dato dalla moglie che in quel momento era nell’abitazione insieme alle due figlie. Sul luogo sono immediatamente intervenuti i Carabinieri e gli agenti della Squadra Mobile di Catanzaro. Il corpo è completamente carbonizzato e gli inquirenti attendono l’autopsia per avere conferme sulla dinamica e risalire al movente.
Gigliotti era un nome noto alle forze dell’ordine; in passato era stato coinvolto in un’inchiesta per truffa riguardante ad un’agenzia di viaggi gestita insieme alla moglie e era sotto osservazione per un presunto coinvolgimento in alcune cosche lamentine, senza che questo avesse però rivelato ruoli di primo piano.

Sono passati solo pochi giorni da un’altra terribile esecuzione avvenuta in Calabria con la stessa modalità. Tre corpi carbonizzati erano stati ritrovati a Cassano allo Jonio; uno era quello di un bambino di tre anni. Un regolamento di conti per traffico di droga, spietato e disumano.
A morire non solo Salvatore Iannicelli, di 52 anni, e Ibtissa Touss, marocchina di 27 anni che frequentava l’uomo ormai da tempo, ma anche il nipote di Iannicelli, vittima innocente. Anche in questo caso i corpi sono stati prima uccisi e poi dati alle fiamme all’interno della vettura.
Un atto senza precedenti per l’ndrangheta, che ha sconvolto Franco Giacomantonio, il Procuratore della Repubblica di Castrovillari impegnato nel coordinamento delle indagini: «Come si fa ad uccidere un bambino di tre anni in questo modo? Si è superato ogni limite. È qualcosa di inaudito. In tanti anni di lavoro credo che questo sia uno degli omicidi più efferati di cui è toccato occuparmi».
Anche a Cassano allo Jonio c’è stata incredulità e sconcerto per il coinvolgimento di un bambino in questo triplice omicidio; il sindaco Franco Papasso ha tenuto a ribadire che «Cassano non è questa. Mai avrei voluto commentare una simile circostanza. Sono sbigottito ed addolorato, soprattutto per la ferocia con cui è stato consumato un simile crimine. Inorridisco soprattutto perché tra le vittime c’è un bambino di appena tre anni. Mi chiedo con quale coraggio un uomo possa usare tanta ferocia contro i suoi simili e, ancor più, contro un innocente».

Paola Mattavelli
25 gennaio 2015

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