Rilasciati i pescherecci fermati ieri in Egitto

Rilasciati i pescherecci fermati ieri in Egitto

pescherecci.jpg_415368877I due pescherecci italiani ‘Jonathan’ di Cagliari e ‘Alba Chiara’ di Siracusa trattenuti dalle autorità egiziane da ieri ad Alessandria sono stati rilasciati. Le due imbarcazioni hanno lasciato il porto di Alessandria d’Egitto. Non rientreranno subito in Italia, ma proseguiranno la battuta di pesca nel Mediterraneo interrotta nella giornata di ieri per ripagare le spese. A darne la notizia il presidente regionale dell’Associazione marittimi professionali (Apmp), Fabio Micalizzi, dopo aver sentito al telefono satellitare il comandante dell’Alba Chiara, Raimondo Sodano. “Resteranno a pescare nel Mediterraneo – ha detto Micalizzi – gli hanno sequestrato il pesce e il motopesca ha subito danni durante il fermo da parte dei militari egiziani. Per questo presenteremo un esposto alla Procura di Catania”.

Le due imbarcazioni erano state fermate ieri in acque internazionali. Circostanza contestata dalle autorità egiziane che ipotizzavano uno sconfinamento tanto che i militari, da quanto riferito da chi era riuscito a mettersi in contatto con gli uomini a bordo, sarebbero saliti a bordo con minacce e modi intimidatori.

Il Ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina, in visita ufficiale a Il Cairo si era detto subito sicuro di una “soluzione rapidissima” per i due pescherecci. Secondo Sofia Amoddio, deputato del Partito democratico, l’equivoco sarebbe nato dal fatto che: “le due imbarcazioni si trovavano in una zona economica esclusiva”. Era stato subito chiaro che il problema non era da ricondurre al fenomeno migratorio “tantomeno al terrorismo internazionale” ha affermato l’Amoddio.

Intanto il Presidente regionale della Federazione Armatori, Carmelo Micalizzi, parla di una “situazione incontrollabile nel Mar Mediterraneo dall’Unione europea e dal Patto mondiale di difesa del diritto della navigazione in acque internazionali”. Micalizzi sostiene che “la fascia costiera Nord Africana si estende a loro compiacimento – e i Paesi che ne fanno parte – sono convinti che il mar Mediterraneo appartenga solo a loro”. Inoltre, prosegue Micalizzi “la Libia dichiara che le loro acque territoriali si estendono fino a 250 miglia, mentre per l’Egitto fino a 150 miglia, quasi a toccare la costa della Grecia, e così via. Mentre per gli altri i Paesi che rispettano il diritto internazionale le acque territoriali sono entro le 20 miglia dalla costa”. Per questo secondo il presidente della Federazione è diventato molto rischioso per i pescatori siciliani andare a pescare in acque internazionali nel Mediterraneo, senza aver alcun tipo di tutela. Per questo, conclude Micalizzi: “chiediamo al nostro Governo di volere autorevolmente intervenire al fine di dare ai pescatori siciliani, unici a praticare la pesca del pesce spada in acque internazionali, la giusta serenità e sicurezza”.

Marilena Tuveri
19 gennaio 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook