Importante svolta nell’inchiesta della strage di Via D’Amelio: cinque arresti

Oggi non è stato un bel risveglio per la Mafia palermitana, infatti all’alba sono state notificate quattro nuove ordinanze di custodia cautelare per la strage di via d’Amelio del luglio 1992, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Eddie Walter Cusina. Una ferita ancora aperta nelle famiglie delle vittime e la coscienza civile di chi vorrebbe un mondo diverso, dove non ci sia spazio per la prepotenza, da qualsiasi parte essa venga.

 

Il provvedimento giudiziario, firmato dal Gip di Caltanissetta Alessandra Bonaventura Giunta, scattato nel corso delle operazioni in cui è stato sequestrato anche  materiale molto interessante, è  stato emesso nei confronti di  Salvino Madonia, Vittorio Tutino, Salvatore Vitale, già agli arresti domiciliari in ospedale, e per Calogero Pulci, l’ex collaboratore di giustizia, arrestato in provincia di Pescara. Il Gip non ha però accolto la richiesta di carcerazione del Procuratore della Repubblica, Sergio Lari, nei confronti del  palermitano Maurizio Costa, che rimane  indagato a piede libero, per favoreggiamento aggravato, che avrebbe riparato l’auto usata per la strage, senza sapere nulla, ma per i magistrati avrebbe fornito informazioni al Clan Graviano, dopo essrre stato interrogato.

Per Calogero Pulci, il capo di imputazione è solo di calunnia aggravata perche’ nel processo “Borsellino Bis”, incolpo’ falsamente Gaetano Murana,  che venne poi condannato all’ergastolo. Mentre per Savino Madonia, Vittorio Tutino e Salvatore Vitale è di reato in concorso per strage con finalità di terrorismo, per avere preso parte alla riunione della Cupola, avvenuta tra novembre e dicembre  del 1991, dove si decise la strage messa in atto l’anno successivo. In particolare Tutino avrebbe rubato, insieme al pentito e testimone chiave della nuova inchiesta Gaspare Spatuzza, l’auto usata per la strage, posizionando il congegno collegato all’esplosivo, mentre Vitale, che abitava in via D’amelio, avrebbe fornito informazioni sulle abitudini di Borsellino e facilitato la collocazione dell’autobomba.

L’inchiesta sulla morte di Paolo Borsellino e la ricostruzione della stagione stragista è frutto del duro lavoro investigativo, condotto da un pool di magistrati nisseni,  guidato dal procuratore Sergio Lari,  di cui fanno parte gli aggiunti Domenico Gozzo, Amedeo Bertone e i sostituti Nicolo’ Marino, Gabriele Paci e Stefano Luciani. Nel corso delle indagini i magistrati hanno raccolto riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, ritenuto attendibile, per le molteplici conferme a seguito delle sue dichiarazioni, che lo scorso ottobre portaromo alla clamorosa scarcerazione di sette persone condannate all’ergastolo. Queste condanne portavano la firma di un team della polizia palermitana, diretta dal questore La Barbera, morto pochi anni fa, che  focalizzò le indagini basandosi sulle testimonianze di due falsi pentiti, Vincenzo Scarantino e Salvatore Candura, attualmente indagati per calunnia.

Gli arresti di oggi rappresentano una svolta nell’inchiesta ed è positivo anche per il fatto che nonostante la complessità delle indagini, si è giunti ad avere importanti squarci di verita su cui poterle proseguire. Così si è espresso il Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, commetando gli arresti della Dia, precisando: “Non ho ancora letto il provvedimento dei colleghi di Caltanissetta, ma se anche loro ipotizzano che Borsellino fu ucciso perchè da ostacolo alla trattativa, conferma che l’indagine nissena e quella nostra a Palermo proseguono parallelamente”. Per Ingroia, inoltre,  questa ordinanza è solo un tassello di un quadro molto più ampio e “non è un punto di arrivo ma un punto fermo per proseguire e arrivare alla verita”.

Oggi alle ore 11 è stata convocata dai vertici della Procura una conferenza stampa a cui parteciperà il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.

Sebastiano Di Mauro

8 marzo 2012

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