Greta e Vanessa: ‘ci hanno rapito per soldi’. Gentiloni: ‘nessun riscatto’

Greta e Vanessa: ‘ci hanno rapito per soldi’. Gentiloni: ‘nessun riscatto’

greta-e-vanessa-rapiteROMA – Sono sbarcate a Ciampino, stanche e provate, ma vive. Greta Ravelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti rapite a luglio in Siria sono rientrate in Italia e oggi, dopo il saluto con Gentiloni, le visite mediche e l’incontro con il pm Giancarlo Capaldo e i sostituti Sergio Colaiocco e Francesco Scavodella, hanno fatto ritorno dalle loro famiglie.

Tanti gli striscioni e i messaggi di solidarietà per le due ragazze, cui si aggiunge una lettera del parroco di Brembate – città d’origine della famiglia Marzullo – affissa in municipio. Anche la rete ha espresso vicinanza alle giovani cooperanti che hanno passato mesi difficili in stato di prigionia.

Non mancano però le polemiche: se da un lato c’è sollievo nel rivedere sane e salve le due ragazze, dall’altro c’è l’ombra del presunto pagamento di un riscatto versato dal Governo per liberare le ventenni. Sebbene il ministro degli esteri Gentiloni si sia già espresso in merito, sostenendo che le indiscrezioni sul riscatto siano “prive di reale fondamento” e che “siamo contrari al pagamento di riscatti nei confronti degli italiani presi in ostaggio”, sono in molti a parlare di pagamento di una somma milionaria per ottenere la liberazione di Greta e Vanessa.

Ad ogni modo, se “la priorità – come precisato dal ministro degli esteri – è indirizzata alla vita e all’integrità fisica” l’ipotesi riscatto non è del tutto priva di fondamento, come sostenuto dalle fonti di sicurezza citate dal Guardian, le quali specificano che il riscatto sarebbe stato pagato al Fronte Al Nusra. A queste si aggiunge anche Al Alaan – emittente degli Emirati arabi – la quale parla di 12 milioni di dollari versati per liberare le cooperanti.

Le due ragazze intanto hanno fatto pubblica ammenda: “Ci scusiamo con voi famiglie e con tutta l’Italia” inoltre, nell’incontro con i magistrati, hanno riferito di aver chiesto ai loro sequestratori il perché del rapimento: “Soldi”, avrebbero risposto gli aguzzini. Da quel momento – hanno spiegato – abbiamo compreso che non saremmo state uccise.

Come ricordato da diverse fonti, quello di Greta e Vanessa non sarebbe l’unico caso in cui il Governo si sia prodigato a pagare un riscatto: Simona Pari e Simona Torretta (2004), Giuliana Sgrena (2005), Clementina Cantoni (2005), Rossella Urru (2011) e Mariasandra Mariani (2011) sarebbero infatti casi in cui si sia pagata una somma per la liberazione. Di certo – per adesso – c’è solo la decisione presa dalle due cooperanti: “Non torneremo mai più in Siria”.

Davide Lazzini
17 gennaio 2015

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