Ciao Lucio: in 50mila a Bologna per l’ultimo saluto al poeta di piazza Grande

Oggi Bologna saluta il suo poeta. Quando il feretro di Lucio Dalla è entrato nella Basilica di San Petronio c’è stato un lungo applauso, si contano oltre 50.000 persone giunte in città per rendere un ultimo omaggio ad uno dei maggiori protagonisti dell’arte e della musica della recente storia italiana. Molti in chiesa i rappresentanti del mondo dello spettacolo, della politica, della musica e dello sport.

Tra loro anche l’allenatore del Bologna (il club ha posticipato alle 18:30 la partita contro il Novara previsto per le 15:00)  Emiliano Mondonico che ha affermato: “Quando sono morti Battisti e John Lennon mi sono rammaricato di non essere potuto andare al funerale. Oggi non potevo non venire a salutare Lucio Dalla, ha più o meno la mia età, mi ricorda la mia vita”.
Tutta la città è in lutto, il traffico di auto e mezzi pubblici è interdetto  fino alle 17, in comune la bandiera è a mezz’asta e dalle sette di questa mattina (quando è stata riaperta la camera ardente) migliaia di fiori e persone commosse hanno avvolto la salma del poeta di piazza Grande per accompagnarlo nell’ultimo rito prima dell’addio. Il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha affermato: “Sono orgoglioso di essere sindaco di questa città. Lucio è sempre stato molto presente e interessato a Bologna, l’ha amata e l’ha criticata perchè le voleva bene, e i bolognesi si sono auto-organizzati in modo libero e responsabile e si sono messi in fila per rendergli omaggio”.

Al momento dell’ingresso della salma di Dalla in chiesa da piazza Maggiore risuanavano le note della canzone “4 marzo 1943”, data che ha segnato l’intera esistenza del cantautore che oggi avrebbe compiuto 69 anni. Alle 14:35 sono incominciate le esequie,  Gabriele Cavina, provicario della Diocesi di Bologna che presiede il funerale del cantante, ha aperto la celebrazione con queste parole: “Oggi, parafrasando una frase dello stesso Lucio Dalla, si apre il secondo tempo della sua vita. Oggi anche la basilica di San Petronio è troppo piccola per lui, domenica scorsa era qui per la messa, oggi siamo qui per lui. Oggi avrebbe compiuto gli anni, la morte è il definitivo compimento dei nostri anni.”
Nella Basilica sono presenti 5.500 persone, i posti a sedere sono 550 riservati alle autorità ed agli amici stretti:  l’attore Marco Alemanno i collaboratori più stretti di Dalla,  Gianni Morandi, Ron, Ligabue, Jovanotti, Renato Zero, Renzo Arbore, Samuele Bersani, Cesare Cremonini, Gigi D’Alessio, Gaetano Curreri, Amedeo Minghi, Mek, Biagio Antonacci, i Pooh e Roberto Vecchioni. Ci sono anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini e il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Fra le autorità  il sindaco Virginio Merole, il presidente della Regione Vasco Errani, il presidente della fondazione Carisbo Fabio Roversi Monaco e tutte le altre massime rappresentanze locali, tra cui anche il prefetto Angelo Tranfaglia e il questore Vincenzo Stingone.

L’omelia è stata celebrata da padre domenicano Bernardo Boschi, il confessore di Lucio Dalla: “Buon compleanno Lucio. Tutta Bologna ti vuole bene, tu hai amato tutti, questo popolo ti capisce, dalle autorità agli ultimi. Bologna ha perso un figlio vero. Rivestiva di Bologna quella sottile ironia, quella profondità, anche quella specie clownesca propria della sua creatività”.
Le letture e le preghiere dei fedeli sono affidate a quelli che Dalla definì i suoi ‘teologi preferiti’: Vito Mancuso, l’amico Benedetto Zacchiroli e lo scrittore religioso Enzo Bianchi.
Come vi avevano annunciato ieri al termine della messa è stato letto, dall’amico del cuore Marco Alemanno (il primo a trovare il corpo senza vita del cantante nella stanza d’albergo a Montreux)  il testo della canzone ‘Le rondini’ tratta dall’album ‘Cambio’ del 1990, una vera e propria poesia che lascia riflettere ancora una volta sulla potenza visionaria ed artistica della quale era dotato Lucio Dalla. Alemanno ha letto commosso il testo, al termine del quale è scoppiato un lungo applauso.

Prima di questa lettura padre Giuseppe Piemontese, custode del Sacro Convento di Assisi, ha letto il saluto dei frati francescani a Lucio Dalla, chiamato ‘Fratello Lucio’: “La tua morte fa riflettere e pensare l’intero mondo della canzone e della musica, che accompagna le nostre esistenze di viandanti, in attesa dell’abbraccio definitivo con il Dio della Vita. ‘Francesco fammi volare’ e’ il titolo che hai voluto porre all’inizio del tuo racconto dedicato al patrono d’Italia. E ora che e’ iniziato il tuo secondo tempo, come amavi definire ‘sorella morte’, starai volando tra gli angeli e i Santi di Dio, intonando il Cantico delle Creature: ‘Laudato si mi signore’. Ci fai riflettere e pensare su come testimoniare la tensione spirituale e la ricerca silenziosa di Dio, presente in ogni uomo a non aver timore di accordare queste due note nei propri spartiti musicali. Il tuo racconto, Fratello Lucio, continua nel secondo tempo, che tu hai adombrato nel sogno di Assisi. Pensosi e tristi per la tua morte, nella preghiera, ti affidiamo al buon Dio. Ci piace pensarti mentre, attaccato al tessuto del saio di Francesco, dall’odore del fieno tagliato, sei introdotto nel campo di grano del Paradiso, realizzando il tuo sogno di ‘volare con Francesco’. Laudato sii, mio Signore, per gli uomini, gli artisti, i Santi che ci fanno volare”.

Noi di 2duerighe vogliamo ricordare il poeta di piazza Grande con questa canzone, nelle cui semplici parole c’è tanta verità e poesia: Ciao Lucio

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Enrico Ferdinandi

4 marzo 2012

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