Alfano: nuove norme contro i foreign fighters. Allerta terrorismo in Italia

Alfano: nuove norme contro i foreign fighters. Allerta terrorismo in Italia

853newsROMA – Dopo i fatti di Charlie Hebdo, il ministro dell’interno Angelino Alfano – intervenendo a ‘Uno mattina’ – ha parlato a riguardo della situazione italiana annunciando che “intendiamo colpire chi vuole andare a combattere nei teatri di guerra, non solo i reclutatori, vogliamo imporre un maggiore controllo di polizia su queste persone ed agire anche sul web, usato da chi si radicalizza”.

Questi soggetti sono detti ‘Foreign fighters’ ovvero cittadini con passaporti europei che ingrossano le fila delle milizie dello Stato Islamico in Siria e in Iraq. Secondo quanto riferito da Alfano, in Italia ci serebbero 53 ‘combattenti’ – non necessariamente italiani – pronti a dar man forte al califfato. Per quanto riguarda queste presenze ‘censite’ Alfano ha dichiarato che “abbiamo pronta una legge per contrastare meglio i foreign fighter”, un provvedimento volto all’inasprimento delle norme contro il terrorismo internazionale: oltre a punire il reclutamento si applicheranno pene anche sul singolo soggetto che sceglie di andare a combattere in guerra. Si punterà inoltre ad estendere le misure di prevenzione, le stesse adottate per i mafiosi, nei confronti di chi mostra posizioni particolarmente radicali.

Sulla tragedia di Charlie Hebdo Alfano ha dichiarato: “Bisogna dividere i criminali che hanno agito a Parigi dalla religione. Un conto è la libera professione di una fede, un altro è tenere in ostaggio Dio per scopi criminali. Quelli che agiscono in questo modo prendendo a pretesto Dio sono bestie”. Questo distinguo è stato salutato positivamente anche dal ministro degli esteri Gentiloni, che sposa la linea dura predicata da Alfano: “Bisogna intervenire con forza contro il Daesh” e sostenere “quelli che combattono sul terreno, soprattutto i combattenti curdi che noi, come Italia, stiamo aiutando in mille modi”: le nostre milizie, infatti, si trovano nelle aree di combattimento con funzione di addestratori di unità curde.

Visti i recenti fatti accaduti in Francia, Il ministro Alfano, dopo aver riunito il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, ha ribadito chiaramente: “l’allerta è elevatissima, facciamo parte di un’area del mondo che è un bersaglio. Non possiamo sottovalutare alcun elemento”. A tal proposito è stata attivata l’Allerta massima, con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza che ha inviato a prefetti e questori una circolare in cui si chiede di rafforzare le misure di vigilanza a tutte le sedi istituzionali, con particolare riferimento a quelle di Stati Uniti, Francia e Israele. Attenzione aumentata anche in aeroporti, porti e stazioni, luoghi di culto – Vaticano incluso – e di ritrovo, e sulle sedi degli organi di informazione, che potrebbero essere prese di mira da emuli degli attentatori di Parigi.

Massima attenzione anche al confine con la Francia: si teme l’ingresso di unità pronte a colpire. Alle autorità di pubblica sicurezza presenti sul territorio è stato chiesto di incrementare i controlli investigativi e informativi al fine di intercettare ogni possibile minaccia o progetto di attentato. Il controllo sarà costante negli ambienti più vicini all’estremismo islamico, che comprende il monitoraggio scrupoloso di tutti i siti e i forum su internet frequentati dai più radicali.

“Non siamo la Francia, la situazione nel nostro Paese è più tranquilla, ma è evidente che non possiamo sentirci fuori pericolo”, questo è quanto dichiarato dagli esperti di intelligence, che comunque stanno innalzando i livelli di attenzione e si stanno coordinando con gli agenti di altri Paesi. Il problema maggiore – come sostenuto da più parti – sta nell’estrema difficoltà di anticipare le intenzioni di un singolo soggetto che dopo aver ricevuto un’adeguata preparazione può ‘autogestirsi’ e rimanere ‘latente’ fino a che non riterrà giunto il momento di agire a scopo terroristico.

Davide Lazzini
8 gennaio 2015

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