Crollo viadotto, l’indagine si allarga in cerca dei responsabili

Crollo viadotto, l’indagine si allarga in cerca dei responsabili

inaugurato_a_natale_crolla_a_capodanno_la_procura_indaga_sul_viadotto_in_sicilia-0-0-429116PALERMO – L’opera doveva essere pronta per il prossimo Marzo invece il viadotto ‘dei record’ è stato inaugurato il 23 Dicembre scorso, salvo poi crollare in appena 10 giorni. Un brutto primato quello della statale 121 Palermo – Agrigento, che rimpolpa un’altro record negativo: quello di strada più pericolosa della Sicilia.

La procura di Termini Imerese che coordina il lavoro d’indagine in merito alla vicenda, ha ordinato l’acquisizione della documentazione relativa all’appalto: oltre al sequestro dell’area interessata dal crollo e della porzione di strada andata in pezzi, si passerà al setaccio tutto l’iter burocratico che si è tradotto nella realizzazione dell’opera.

Per fare luce sulle cause che hanno determinato il crollo della struttura, sono stati nominati alcuni esperti che faranno le rilevazioni del caso e riporteranno il tutto nelle sedi competenti. Nel mirino di chi indaga adesso c’è il consorzio di aziende ‘Bolognetta scpa’ costituito da Cmc di Ravenna, Tecnis di Catania e Ccc di Bologna che ha vinto la gara aggiudicandosi l’incarico per realizzare il viadotto, costato 13 milioni di euro.

‘Bolognetta scpa’ ha concluso i lavori 3 mesi prima e di questo era soddisfatto il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci. Amedeo Benigno, segretario generale della Fit Cisl siciliana, non esclude che l’Anas abbia esercitato sull’impresa e sui funzionari siciliani dell’ufficio di sorveglianza alcune ‘pressioni’ indirizzate all’apertura anticipata del tratto stradale, “come purtroppo – sottolinea il sindacalista – accaduto tante volte negli ultimi anni, allo scopo di far testimoniare ai media, più che efficienza, il presenzialismo dello stesso management”. Itanto l’Anas ha annunciato l’avvio di un’indagine interna e, al contempo, l’avvio di azioni legali nei confronti dell’impresa costruttrice.

Sulla vicenda si è espresso Matteo Renzi, che su Twitter ha scritto: “Viadotto Scorciavacche, Palermo. Inaugurato il 23 dic, crolla in 10 giorni. Ho chiesto a Anas nome responsabile. Pagherà tutto. #finitalafesta”.

Anche il ministro dei trasporti Maurizio Lupi si affida al social per esternare il proprio pensiero: “Sicilia, viadotto nuovo crollato. Chi ha sbagliato pagherà, sia chi l’ha costruito sia chi l’ha collaudato”. Il capogruppo al Senato Alberto Airola (M5S) però, non risparmia critiche verso il ministro sul crollo della strada Palermo-Agrigento e ne invoca le dimissioni: “‘fatto inaudito…il responsabile pagherà…la festa è finita’ Ah sì Lupi?” – si chiede retoricamente Airola in un post su Fb – “La festa è finita? E quando è iniziata? E tu che sei ministro dove stavi? Alla festa anche tu? Questi fanno sempre finta di ‘cadere dalle nuvole’ ma mai si ‘sfracellano’ al suolo (sempre in senso metaforico). Dimissioni subito”.

Infine il gruppo Pd al Senato, alla ripresa dei lavori parlamentari, chiederà di realizzare un’indagine conoscitiva sulla vicenda. Lo ha annunciato il senatore Marco Filippi, capogruppo Pd in Commissione Trasporti. “In questa vicenda – spiega – ci sono molti aspetti da chiarire che possono coinvolgere anche altri cantieri pubblici”.

Davide Lazzini
6 gennaio 2015

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