Vacanze Renziane: rispettato il ‘protocollo’. Alessandro Di Battista replica a Palazzo Chigi

Vacanze Renziane: rispettato il ‘protocollo’. Alessandro Di Battista replica a Palazzo Chigi

b20eea87c6701fc234e6ed2d812bd4d5_800x534ROMA – “Gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Chigi non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza. #regole”. Questa la risposta del primo ministro Matteo Renzi alla denuncia apparsa ieri sulla pagina Fb del parlamentare pentastellato Paolo Romano, che in un lungo post aveva accusato il Capo del Governo di essersi servito di un volo di Stato a scopo privato: da Tirana l’aereo avrebbe dovuto atterrare a Roma, ma il velivolo ha fatto invece scalo a Firenze – dove moglie e figli di Renzi sono saliti a bordo – ed è ripartito verso la Val d’Aosta.

Secca la replica da Palazzo Chigi: “il presidente del Consiglio non ha raggiunto Aosta con il volo di Stato con cui si è recato a Tirana, in visita ufficiale in Albania (regolarmente atterrato a Roma), ma con un Falcon 900, nel pieno rispetto della normativa e dei protocolli di sicurezza che regolano questo tipo di spostamenti. Ciò riguarda anche la famiglia del premier quando si muove con lui, sottoposta agli stessi obblighi di sicurezza e a norma di legge”.

Altro punto contestato dal parlamentare del Movimento riguardava l’alloggio scelto per la vacanza; anche in questo caso la replica non si è fatta attendere: “Per quanto riguarda l’alloggio in caserma – si sottolinea, in caserma, e non in un resort esclusivo a cinque stelle – il presidente del Consiglio ha regolarmente pagato il dovuto per sé e per i suoi familiari, secondo le tariffe previste all’interno delle strutture militari”.

Tutto normale dunque secondo Palazzo Chigi, Renzi – fanno sapere – si è pagato Skipass e pasti di tasca propria e “il fatto che il presidente del Consiglio sia sottoposto a una serie di misure di sicurezza che lo riguardano non è una scelta, ma il rispetto delle norme che regolano il suo ruolo e il suo incarico, in linea con quanto avviene per i capi di governo in tutto il mondo”.

Queste spiegazioni, però, non hanno convinto Alessandro Di Battista, che per replicare si è affidato a Fb e ha prodotto un post in cui si legge:

#‎fapartedelprotocollo‬ RENZI E IL “PROTOCOLLO”

1. Anche tenersi 15.000 euro al mese fa parte del “protocollo”: però noi ce li siamo tagliati.
2. Anche prendere 42 milioni di euro di rimborsi elettorali fa parte del “protocollo”: però noi li abbiamo rifiutati.
3. Anche utilizzare auto-blu con autista fa parte del “protocollo”: però Luigi Di Maio (Vice-presidente della Camera), Roberto Fico (Presidente Vigilanza RAI) e Giuseppe D’Ambrosio (Presidente della giunta delle elezioni alla Camera) le hanno rifiutate e prendono bus, bici o taxi.
4. Anche la doppia indennità per i deputati che hanno incarichi di vice-presidenti di commissione (500 euro di più al mese) o segretari (300 euro di più al mese) fa parte del “protocollo” ma noi del M5S abbiamo TUTTI rinunciato.
5. Anche avere condannati, indagati e rinviati a giudizio per corruzione, pare, che nei partiti, ultimamente faccia parte del “protocollo” noi però siamo tutti incensurati.

ANCHE AVERE UN POSTO DI LAVORO FACEVA PARTE DEL “PROTOCOLLO” COSI’ COME UNA VERA SANITA’ GRATUITA, UN’ISTRUZIONE GRATUITA, UN TETTO DOVE VIVERE, UNA VITA DIGNITOSA, UNA PENSIONE DECENTE E UNA COSTITUZIONE DEGNA DEL SUO NOME. MA QUEL “PROTOCOLLO” PER QUESTO AMICO DI CONDANNATI, LADRI E CORROTTI SI POTEVA VIOLARE.

I voli di stato per sciare quelli no, vanno rispettati. Si tratta di regole non è vero? Apriamo gli occhi prima che sia troppo tardi.

Adesso non resta che attendere ulteriori sviluppi in merito alla vicenda.

Davide Lazzini
4 gennaio 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook