900 scimmie destinate a vivisezione: per i Nas è tutto ok

Qualche giorno fa vi avevamo parlato della storia delle circa 100 scimmie arrivate in Italia dalla Cina e destinate alla sperimentazione scientifica presso il centro della ditta Harlan, a Correzzana, Monza.
La Harlan è un società che più volte è finita sotto l’accusa delle società a difesa degli animalisti in quanto conduce esperimenti per conto terzi (ovvero laboratori, università, ospedali, aziende farmaceutiche di varie parti del mondo) su  mammiferi, topi, conigli e altri animali ed anche per aver avviato la produzione di animali geneticamente modificati volti ad esser usati nelle sperimentazioni.

Le 104 scimmie si trovano ora presso il centro di Correzzana, ma ne arriveranno altre 800 da qui ai prossimi mesi, così da qualche giorno a questa parte molte associazione a tutela degli animali hanno cercato di attirare l’attenzione per far si che l’opinione pubblica e il governo ponga fine a queste pratiche che, secondo gli animalisti sono inutili ai fini della ricerca.
Da giorno sono in corso veri e propri presidi davanti al centro Harlan di Monza, dove decine di persone chiedono la libertà per i cento macachi imprigionati.
L’importazione di queste scimmie era stata autorizzata da un decreto del ministero della Salute del 31 gennaio 2012: il testo prevede l’importazione in Italia di 900 scimmie, che arriveranno in lotti da massimo 156 esemplari cadauno. Autorizzazione firmata anche dal Sindaco di Corezzana. Insomma da qui ai prossimi mesi a questo primo carico (arrivato a Fiumicino il 21 febbraio scorso) potrebbero seguire altri a meno che non venga fatto qualcosa.

Ricordiamo che il ministro della Salute Renato Balduzzi era intervenuto sulla questione affermando, che sarebbero stati effettuati con effetto immediato controlli sull’ingresso delle scimmie in Italia e che sarebbe stata monitorata (dalla scorsa settimana) l’attività dell’azienda brianzola (che ha una sede anche in Friuli).
In effetti sono già stati effettuati dei controlli, proprio su richiesta del ministero della salute, nella giornata di ieri dai Carabinieri dei Nas, dai controlli (effettuati nel centro di Monza, di Milano e Udine) non hanno però rilevato alcuna irregolarità, anzi i Carabinieri hanno rilevato che le 104 scimmie sono in buono stato di salute e sono tenute secondo le norme previste, in luoghi conformi alle disposizioni ministeriali, nel rispetto delle norme. Le scimmie non presentavano situazioni di stress da viaggio e tutti i documenti erano corrispondenti alle norme ministeriali.

Per meglio permettere al lettore di formarsi una propria idea sull’accaduto riportiamo le dichiarazioni, discordanti di esperti, membri di associazioni e politici che si sono espressi in materia.

Marco Mocavero, rappresentante di 100% animalisti, associazione che ha  portato in primo piano il caso, ha affermato: “Siamo di fronte a una pratica non solo crudele ma anche inutile dal punto di vista scientifico: ci sono precedenti celebri che certificano l’inattendibilità dei test scientifici sugli animali”.

Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, ha affermato invece che la sperimentazione scientifica sulle scimmie è ancora oggi fondamentale, almeno che: “qualcuno non pensi che sia meglio agire direttamente sull’essere umano. Ma in Italia questi dibattiti alla fine si trasformano sempre in polemiche strumentali, forse per nascondere i veri problemi di cui soffre il Paese. La sperimentazione sulle scimmie serve ancora, infatti si fa in tutto il Mondo”. Grattini fa notare in oltre che le scimmie: “sono gli animali più vicini all’uomo, si tratta della specie più adatta per effettuare studi di comportamento che hanno a che fare, ad esempio, con le modificazioni che avvengono nel cervello. Studi molto importanti che non hanno nulla a che vedere con quella che viene chiamata vivisezione, parola usata solo per destare orrore. Questi sono studi, tra l’altro disciplinati da leggi molto severe, eseguiti nell’interesse degli ammalati e che aumentano in futuro le possibilità di intervenire”.

Di parere opposto l’oncologo Umberto Veronesi: “Non c’é nessuna ragione al mondo per cui si debbano sacrificare dei primati, che sono nostri fratelli e sorelle”.

Michela Vittoria Brambilla si è invece detta soddisfatta per la mobilitazione intorno al caso Harlan: “Queste lobbies devono sapere che in Italia non potranno più fare i loro interessi: Parlamento e Regione Lombardia stanno per varare leggi che di fatto bloccheranno l’attività di aziende come Green Hill e Harlan. Ma è solo il primo passo: dobbiamo arrivare a una norma che proibisca l’allevamento e la sperimentazione con ogni genere di animale”.

Infine vi riportiamo quanto affermato da Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente onoraria dell’Associazione Luca Coscioni: “Sì alla libertà di ricerca scientifica, no ai polveroni, alle speculazioni, alle strumentalizzazioni e alle demagogie. Ancora una volta si fa una gran confusione, equiparando sperimentazione scientifica a vivisezione; e si continua ad accreditare l’immagine di scienziati e ricercatori come emuli sadici di Mengele. Sconcerta poi che personaggi come l’ex ministro Brambilla cavalchino queste ‘battaglie del cuore’, pensando così di recuperare una credibilità perduta. Mi chiedo dov’erano quando si trattava di garantire a Luca Coscioni, e a decine di malati come lui, il diritto alla vita, alla non sofferenza, alla cura e all’assistenza. La verità’ come ci ricordano scienziati e ricercatori di cui questo paese dovrebbe essere orgoglioso, è che l’Italia non è ancora uscita dal Medio Evo e ha verso la scienza un atteggiamento schizofrenico: buona, quando cura le malattie; perversa, sadica quando usa gli animali e utilizza gli Ogm, poco importa se poi da questi ultimi si ottengono coltivazioni migliori e in maggiore quantità, che salvano da morte per fame certa milioni di esseri umani.
Questo atteggiamento schizofrenico è tra le ragioni che inducono decine di scienziati a emigrare. Ostacolare la sperimentazione, significa rinunciare alla ricerca di base. Mi chiedo se siamo consapevoli che tutto ciò che viene applicato sull’uomo e’ stato provato sempre prima sugli animali. Non mi riferisco solo ai farmaci, ma anche ai biomateriali, alle protesi, ai mezzi di contrasto, ai conservanti, ai coloranti”.

Intanto sabato 3 marzo ci sarà la prima di una serie di manifestazioni di fronte l’appello al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che aveva presentato una proposta di legge per fermare la vivisezione, dal fronte di 5 associazioni, Enpa, Lav, Leidaa, Lndc, Oipa.

Voi cosa ne pensate? Mandateci un Tweet @2duerighe

Enrico Ferdinandi

28 febbraio 2012

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