Fratelli Gravina: parla la madre “ Ciccio e Tore furono assassinati”

Ciccio e Tore sono stati vittima di un omicidio. Ne è sicura la loro madre, Rosa Carlucci, che di recente ha ottenuto, come richiesto, la riapertura del caso sulla morte dei due fratellini di Gravina da parte della Procura di Bari.

La donna è tornata a parlare dopo un lungo periodo di silenzio di fronte ai microfoni di Domenica 5 dove ha affermato di essere convinta che i figli “potrebbero essere vittime di un omicidio”.

 

Rosa Carlucci ipotizza infatti che i due fratellini Pappalardi siano stati volutamente spinti all’interno della cisterna dove morirono dopo una lunga agonia. Secondo la loro mamma, i bambini sarebbero stati inoltre vittime di torture prima di essere gettati nel pozzo di un vecchio palazzo padronale che per 20 mesi sarebbe poi stato la loro tomba.

La donna ha infatti dichiarato che dall’autopsia risulterebbe che a Ciccio sarebbe stato amputato un piede “l’arto era completamente distaccato dal resto del corpo” ha raccontato la mamma “e questo è uno degli indizi per i quali abbiamo chiesto, se sarà necessaria, la riesumazione”.

L’ipotesi accreditata è che i due bambini siano stati sottoposti ad una sorta di “prova di coraggio” all’interno del palazzo abbandonato poco distante da casa loro molto conosciuto dai ragazzini del paese che andavano spesso a giocare in quel luogo.

A spingerli a saltare la cisterna sarebbe stato un gruppo di 5 ragazzi più grandi di Ciccio e Tore. Il gruppetto di ragazzi, oggi maggiorenni, è tutt’ora sotto indagine.

A pronunciarsi sulle parole della Carlucci è stato proprio il procuratore di Bari Antonio Laudati che ha negato l’ipotesi di una riesumazione dei corpicini dei due fratelli, ma ha anche affermato che “l’indagine si svolge sulla base di cose già fatte. Sono in corso delle verifiche”.

Rosa Carlucci però sostiene di avere altre prove a riguardo e di essere convinta che i veri responsabili della tragedia non siano ancora oggi stati puniti.

Riferendosi non solo ai ragazzi che quel giorno erano con Ciccio e Tore e non hanno dato l’allarme, ma anche ad alcuni adulti che avrebbero coperto con il loro silenzio le responsabilità di quei minorenni.

“Nel pozzo-cisterna in cui furono trovati i cadaveri dei bambini” dice “C’era la scritta Papà che non è opera di Ciccio e Tore. Questo” ha continuato “Mi fa pensare che oltre ad essere stati scaraventati hanno osato anche fare altro lì sotto: per questo chiedo alla magistratura di indagare attentamente su questi ragazzi”.

I due fratellini di Gravina di Puglia, sparirono misteriosamente il 5 giugno 2006 dal loro paesino in provincia di Bari. All’epoca avevano 13 e 11 anni. Furono ritrovati 25 febbraio 2008, in un pozzo interrato all’interno di un vecchio palazzo abbandonato. I resti furono rinvenuti perché un altro ragazzino era cascato in quello stesso luogo mentre giocava con altri amici.

I corpi dei due bambini erano rannicchiati in posizione fetale, distanti circa un metro l’uno dall’altro. Ciccio aveva una gamba fratturata, mentre Tore era senza maglietta ne scarpe. Fin da subito l’ipotesi fu che il primo fratellino fosse cascato accidentalmente nel pozzo e che l’altro fosse precipitato anche lui nel tentativo di soccorrerlo. Li avevano cercati d’dappertutto per 20 mesi, ma loro non si erano mai mossi, erano sempre stati lì, proprio vicino casa.

Valentina Vanzini

28 febbraio 2012

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