Norman Atlantic, trovata altra salma, 2 operai morti, si cercano ancora dispersi

Norman Atlantic, trovata altra salma, 2 operai morti, si cercano ancora dispersi

Traghetto: salma in porto Brindisi è di una donna

ROMA– La tragedia del Norman Atalntic porta con sé altre  vittime. Alle 10 accertate sino a ieri si aggiungono 2 marinai albanesi che hanno perso la vita durante i soccorsi, colpiti da un cavo da traino. Ci sarebbe inoltre -come conferma un Tweet della Marina-un altro morto.

 

Tra le vittime ci sono anche 2 camionisti napoletani. Finora gli italiani che hanno perso la vita nel rogo della Norman sono 3. Lo conferma sempre la Guardia Costiera via Twitter:

 

LE RICERCHE- Continuano le ricerche dei dispersi. Sulla nave San Giorgio, che sta effettuando le ultime perlustrazioni, si trovano anche 187 persone (incluso l’equipaggio), fra cui molti naufraghi e il comandante dell’Atlantic Argilio Giacomazzi. Terminate le ricerche la San Giorgio farà rientro a Brindisi. Un rimorchiatore albanese sta intanto trainando il Norman Atlantic verso Valona. Ad “accompagnare” il traghetto ci sono anche i rimorchiatori italiani della famiglia brindisina Barretta. Quest’ultima è stata delegata dalla procura di Bari di eseguire il sequestro della nave e di occuparsi della custodia giudiziale della imbarcazione.

LE INDAGINI- Da ieri, il comandante Argilio Giacomazzi e l’armatore Carlo Vicientini sono indagati per naufragio colposo. La procura che indaga è quella di Bari.

IL GIALLO SUI NUMERI: Non si riescono a dare numeri esatti ai dispersi: da alcune indiscrezioni sembra che  le liste dei passeggeri fossero due, una con 458 nominativi e l’altra con 478. Inoltre su queste liste comparivano nomi differenti. Ci sono persone salvate che non compaiono in nessuna delle due liste. Tra i dispersi ci sarebbero anche altri due camionisti italiani che non rispondono ai familiari dalla mattina di domenica.

LA DINAMICA DELL’INCIDENTE-La nave traghetto Norman Atlantic partita da Patrasso e diretta ad Ancona (dove era attesa alle 17) navigava a 33 miglia nautiche al largo della piccola isola di Othonoi quando ha preso fuoco alle 4.30 del mattino di domenica. Il segnale di soccorso è stato inviato immediatamente, ma  le condizioni meteo (vento a 50 nodi, mare forza 8 e onde alte 5 metri)- hanno reso complicate le operazioni di salvataggio.

I SOPRAVVISSUTI- Racconti concitati di chi aveva paura di morire «bruciati come topi», con ancora quell’urlo che tuona nelle orecchie «fire, fire», c’è chi piange, abbraccia e ringrazia i soccorritori del mercantile «Spirit of Piraeus» perché salvi, affamati e infreddoliti ma fuori dall’inferno. Un inferno raccontato da molti: “Sembrava il Titanic» -aveva detto una delle prime superstiti domenica. E ieri un sopravvissuto turco ha raccontato ai giornalisti: «Sulla lancia avevamo quattro morti, due uomini e due donne, credo, perché al buio non si vedeva bene». «Molta gente – ha continuato l’uomo – è caduta in mare purtroppo. Ho visto anche una decina di persone che erano a bordo di una lancia che poi sono finite in mare e non so proprio che fine abbiano fatto». «Sentivamo urlare ‘fire’, ‘fire’, fuoco fuoco e in cinque minuti – ha aggiunto l’uomo – tutta la nave era tra le fiamme. Era buio e c’era molto fumo. C’è stato poco da fare: molta gente è svenuta, siamo rimasti isolati». «Io e mio marito siamo stati più di 4 ore in acqua»–  ha raccontato invece  Teodora Doulis, 56 anni, greca, moglie del 62enne morto Georghius Doulis.  «Ho tentato di salvarlo ma non ci sono riuscita, lui mi diceva ‘moriamo, stiamo morendo’».

L’ARMATORE -Una «nave troppo carica», questo il parere di alcuni camionisti a bordo, con «la parte alta dei messi pesanti che faceva attrito con il soffitto del garage, può essere che una scintilla sia partita da lì». Polemiche anche per le porte tagliafuoco che secondo indiscrezioni non sarebbero state a norma. L’armatore italiano, Carlo Vicientini, rassicura che «il traghetto era pienamente funzionante». «La società confida nel lavoro delle autorità investigative – ha aggiunto – che dovranno trovare le esatte cause dell’incidente, ma è certa della piena efficienza della nave, una nave di recente costruzione, con tutte le certificazioni necessarie ad operare».

IL COMANDANTE- Argilio Giacomazzi, 62 anni di La Spezia è stato l’ultimo a lasciare la nave «come fanno i comandanti seri»-ha commentato il Premier. Non aveva dubbi la moglie del comandante che stesse facendo un buon lavoro «perché è un uomo votato al lavoro, serio. È per mare da quando aveva 21 anni, su e già per oceani, comprese le acque del circolo polare artico».

LE POLEMICHE-  Alcuni naufraghi ascoltati una volta messo piede a terra si sono  lamentati per la disorganizzazione dei soccorsi: «Quelli che sono usciti per primi sono saliti sulle scialuppe di salvataggio», ha raccontato una donna spiegando che gli altri hanno dovuto aspettare. Un camionista greco ha detto che l’allarme anti-incendio è arrivato dopo che la maggior parte dei passeggeri, allertati dal fumo che stava invadendo le loro cabine, erano usciti fuori, e che non ha visto membri dell’equipaggio dare istruzioni ai passeggeri. Un’ altra passeggera, il soprano Theodossiou (che veniva in Italia per esibirsi) ha dichiarato che alcuni uomini picchiavano le donne per mettersi in salvo.

Si resta in attesa di nuovi ritrovamenti.

Luigi Carnevale

30 dicembre  dicembre 2014

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