Norman Atlantic, sale a 10 il numero dei morti, in salvo 427, 38 i dispersi

Norman Atlantic, sale a 10 il numero dei morti, in salvo 427, 38 i dispersi

++ Traghetto in fiamme: naufraghi piangono, 'grazie' ++

ROMA–  Sembra volgere al termine l’inferno della Norman Atlantic, la nave traghetto avviluppata tra le fiamme dalle 4, 30 di ieri mattina. Una vicenda che ha tenuto per 37 ore col fiato sospeso e che ora inizia a contare i danni. «Sono state salvate 427 persone, le vittime sono otto», hanno dichiarato i Ministri della Difesa, Roberta Pinotti, e delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi. Ma sembra ancora destinato a cambiare il numero dei decessi. Ci sarebbero altri due morti che fanno salire le vittime a 10. Canali di informazione greci confermano 38 dispersi, ma sulla lista d’imbarco non figuravano tutti i nomi dei passeggeri, perciò il “porto d’imbarco dovrà ora verificare la corrispondenza delle liste”. “Continueremo a scandagliare il mare”, ha detto la Pinotti.

LE VITTIME- Renzi nel discorso di fine anno aveva parlato di 5 vittime alle cui famiglie va -aveva detto-  «la mia gratitudine e la mia vicinanza». Poche ore dopo erano stati trovati in mare altri due corpi e il numero era salito a sette. Adesso si parla di 10 vittime. 

LA DINAMICA-La nave traghetto Norman Atlantic partita da Patrasso e diretta ad Ancona (dove era attesa alle 17) navigava 33 miglia nautiche al largo della piccola isola di Othonoi quando ha preso fuoco alle 4.30 del mattino. Il segnale di soccorso è stato inviato immediatamente, ma  le condizioni meteo (vento a 50 nodi, mare forza 8 e onde alte 5 metri)- hanno reso complicate le operazioni di salvataggio.

I SOPRAVVISSUTI- Racconti concitati di chi aveva paura di morire «bruciati come topi», con ancora quell’urlo che tuona nelle orecchie «fire, fire», c’è chi piange, abbraccia e ringrazia i soccorritori del mercantile «Spirit of Piraeus» perché salvi, affamati e infreddoliti ma fuori dall’inferno. Un inferno raccontato da molti: “Sembrava il Titanic aveva detto una ragazza greca ieri. Ed oggi un sopravvissuto turco racconta ai giornalisti: «Sulla lancia avevamo quattro morti, due uomini e due donne, credo, perché al buio non si vedeva bene». «Molta gente – ha continuato l’uomo – è caduta in mare purtroppo. Ho visto anche una decina di persone che erano a bordo di una lancia che poi sono finite in mare e non so proprio che fine abbiano fatto». «Sentivamo urlare ‘fire’, ‘fire’, fuoco fuoco e in cinque minuti – ha aggiunto l’uomo – tutta la nave era tra le fiamme. Era buio e c’era molto fumo. C’è stato poco da fare: molta gente è svenuta, siamo rimasti isolati». «Io e mio marito siamo stati più di 4 ore in acqua»–  ha raccontato oggi Teodora Doulis, 56 anni, greca, moglie del 62enne morto Georghius Doulis.  «Ho tentato di salvarlo ma non ci sono riuscita, lui mi diceva ‘moriamo, stiamo morendo’».

L’ARMATORE -Una «nave troppo carica», questo il parere di alcuni camionisti a bordo, con «la parte alta dei messi pesanti che faceva attrito con il soffitto del garage, può essere che una scintilla sia partita da lì». Polemiche anche per le porte tagliafuoco che secondo indiscrezioni non sarebbero state a norma. L’armatore italiano, Carlo Visentini, rassicura che «il traghetto era pienamente funzionante». «La società confida nel lavoro delle autorità investigative – ha aggiunto – che dovranno trovare le esatte cause dell’incidente, ma è certa della piena efficienza della nave, una nave di recente costruzione, con tutte le certificazioni necessarie ad operare».

IL COMANDANTE- Argilio Giacomazzi, 62 anni di La Spezia è stato l’ultimo a lasciare la nave «come fanno i comandanti seri»-ha commentato il Premier. Non aveva dubbi la moglie del comandante che stesse facendo un buon lavoro «perché è un uomo votato al lavoro, serio. È per mare da quando aveva 21 anni, su e già per oceani, comprese le acque del circolo polare artico».

LE POLEMICHE- Sono molti i parenti che si lamentano perché dalle 5 di ieri mattina non ricevono notizie dei propri cari. Alcuni naufraghi si lamentano invece per la disorganizzazione dei soccorsi: «Quelli che sono usciti per primi sono saliti sulle scialuppe di salvataggio», ha raccontato una donna spiegando che gli altri hanno dovuto aspettare. Un camionista greco ha detto che l’allarme anti-incendio è arrivato dopo che la maggior parte dei passeggeri, allertati dal fumo che stava invadendo le loro cabine, erano usciti fuori, e che non ha visto membri dell’equipaggio dare istruzioni ai passeggeri. Un’ altra passeggera, il soprano Theodossiou (che veniva in Italia per esibirsi) ha dichiarato che alcuni uomini picchiavano le donne per mettersi in salvo.

Si resta in attesa di nuovi ritrovamenti.

Luigi Carnevale

29 dicembre 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook