Truffa telefonica: attenzione alle ‘chiamate perse’ e al Wangiri

Truffa telefonica: attenzione alle ‘chiamate perse’ e al Wangiri

359b885ROMA – Sembrano lontani anni luce i tempi in cui il principe della risata Antonio De Curtis intavolava lunghe quanto finte trattative per rifilare al malcapitato di turno una bella fregatura: la tecnologia ha fatto passi da gigante e con essa si sono perfezionate pure le tecniche di raggiro – purtroppo reali – a danno di ignari cittadini che, per inesperienza o perché troppo fiduciosi negli altri, vengono uccellati.

Il web è terreno fertile per i malfattori, che tendono le loro trappole in attesa di qualche sventurato da ‘ripulire’, ma di recente è stata varcata una nuova frontiera: la truffa sul cellulare. Il meccanismo messo in atto dai truffattori è semplice e può prosciugare il credito residuo ancor prima di aver capito che qualcosa non sta andando come previto.

In sostanza, come meglio precisato dal giornalista e autore Vladimiro Polchi, se si riceve una telefonata da un numero a noi sconosciuto, occorre prestare attenzione a non rispondere e soprattutto a non richiamare. “Il tuo cellulare – spiega – è a rischio e la tua bolletta ancora di più. Potrebbe essere una ‘ping call’, la nuova truffa telefonica che si limita appunto a uno squillo (ping). Chi sarà? Tu richiami e finisci dritto nella trappola delle tariffe premium: decine di euro per pochi secondi”.

Questo tipo di frode è a buon mercato per chi la organizza e peraltro risulta essere difficilmente perseguibile. “L’Italia – aggiunge ancora Polchi – è il Paese del boom di queste nuove truffe telefoniche. Internet abbonda di segnalazioni al riguardo. Centinaia di forum e siti avvertono del pericolo”.

Wangiri: questo il nome tecnico della truffa. Come spiegato da Vodafone i malintenzionati “utilizzano un computer in grado di contattare simultaneamente una grande quantità di numeri telefonici in modo casuale. I cellulari di coloro che ricevono questa telefonata, visualizzano sul display una ‘chiamata persa’. La truffa scatta quando l’utente, in buona fede, ricontatta il numero, che normalmente viene tariffato come numero premium o contiene delle pubblicità” morale? scatti da 1,50 euro e credito residuo prosciugato in men che non si dica.

Solitamente queste ‘chiamate perse’ sono effettuate da un numero che comincia con +373 e durano pochi istanti: è quasi impossibile rispondere in prima battuta (e se ci si riesce la trappola scatta ugualmente) proprio per questo molti sono tentati di ricontattare il numero telefonico misterioso che, una volta connesso, vi ripulirà il credito telefonico in pochi istanti.

Come difendersi? innanzitutto evitando di rispondere/ricontattare numeri telefonici sospetti o sconosciuti; meglio provare a digitare lo stesso su Google e vedere se detto numero è già inserito in qualche database creato dagli utenti proprio per evitare il perpetrarsi del fenomeno. Se, invece, il raggiro è andato purtroppo a buon fine, occorre segnalare la truffa: da qui parte una procedura standard che consiste nel verificare se altri clienti sono stati tratti in inganno allo stesso modo, poi si contatta l’operatore dal quale è partita la chiamata e si richiede di bloccare il numero. Infine viene chiesto al cliente di presentare denuncia e si procede col riaccredito della cifra sottratta illecitamente. Al momento risulta quasi impossibile perseguire l’autore della truffa, perché spesso lo sviluppo tecnologico sopravanza – e non di poco – le leggi in materia.

Davide Lazzini
29 dicembre 2014

 

 
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