Inchiesta Cosentino: sequestro da 120 milioni di euro

Inchiesta Cosentino: sequestro da 120 milioni di euro

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Nell’ambito dell’inchiesta che lo scorso 3 aprile portò all’arresto dell’ex deputato del Pdl, Nicola Sorrentino, i Carabinieri del Reparto Operativo di Caserta hanno eseguito un sequestro preventivo del valore di 120 milioni di euro di alcune società e di 142 distributori di carburanti dislocati su tutto il territorio nazionale. Il provvedimento è stato adottato su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Il decreto emesso dal gip di Napoli su richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e del sostituto Fabrizio Vanorio, ipotizza il reato di concorrenza illecita, s’indaga, inoltre, su episodi di estorsione e concussione finalizzati a favorire le attività degli impianti di distribuzione del carburante della famiglia Cosentino, con l’aggravante del metodo mafioso grazie all’amicizia con il clan camorristico dei Casalesi.

Nel casertano si trovano quaranta dei distributori sequestrati, gli altri si trovano ad Avellino, Benevento, Napoli, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Crotone, Catanzaro e Siena. Il provvedimento rientra nell’inchiesta sul presunto monopolio dei carburanti nel cui ambito Nicola Cosentino e due suoi fratelli furono arrestati nei mesi scorsi. Secondo l’accusa, i Cosentino non esitarono a estromettere con minacce un imprenditore che intendeva gestire un distributore di carburanti a Villa di Briano, poco distante da un loro impianto.

Per l’ex deputato ed ex sottosegretario, Cosentino, questa è la terza inchiesta in cui è coinvolto. Al momento si trova recluso nel carcere di Secondigliano a Napoli.

Il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, rispondendo alle domande dei giornalisti in merito al maxi sequestro ha detto: “Rispetto sempre l’azione della magistratura e non entro nel merito delle questioni. Sono questioni che hanno il loro terreno che non è quello della politica”, e conclude affermando: “Mi limito a svolgere il mio ruolo come presidente della Regione, con atti concreti e segnali forti di contrasto alla criminalità come facciamo con il ‘pacco alla camorra’, dobbiamo continuare con forza”.

Marilena Tuveri

22 dicembre 2014

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