Costa Concordia: trovati cadaveri di otto dispersi

Quest’oggi all’Isola del Giglio sono riprese le ricerche dei 15 passeggeri dispersi dopo la tragica notte del 13 gennaio scorso; secondo gli esperti non ci sono possibilità di esser trovati in vita ma le famiglie chiedono a gran voce che venga fatto il possibile per avere le salme dei parenti defunti per salutarli adeguatamente per un ultima volta.
Dopo una lunga sosta dovuta al maltempo ed alla scarsa sicurezza del relitto della Costa Concordia questa mattina i vigili del fuoco hanno individuato otto corpi in prossimità del ponte 4.

I primi quattro sono stati individuati questa mattina, tre sono già stati recuperati si tratta di una donna e di una bambina, si tratta della piccola Dayana, di anni cinque morta insieme al papà nelle concitate e caotiche ore del naufragio.
Heidi Spano, avvocato della mamma della piccola Dayana, Susy Albertini, ha affermato che la sua assistita è già in viaggio verso l’isola del Giglio: “La notizia ha gelato il sangue alla mamma si è concretizzata una realtà temuta ma che fino ad ora non era tangibile. Susy Albertini, non effettuerà il riconoscimento ufficiale del corpo. Non se la sente ci sarà il test del dna. Credo che nemmeno il compagno della il compagno della mamma voglia vedere il corpo della piccola Dayana”.

Altri 4 cadaveri sono stati individuati questo pomeriggio.
I morti accertati salgono così a 25, i dispersi sono 7. Ricordiamo che la nave al momento dell’impatto conteneva (fra equipaggio e passeggeri) oltre 4.200 persone e che il ritardo nel chiamare i soccorsi ha contribuito notevolmente a far crescere il numero di morti. Il comandante Francesco Schettino, reo di aver avvicinato troppo la nave all’isola senza pensare a quanto fosse pericoloso, non aver avvertito in tempo la guardia Costiera dopo l’impatto con gli scogli e di aver abbandonato la nave anzitempo ora si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. Intanto un terzo dei passeggeri ha aderito l’accordo con la compagnia di navigazione per un risarcimento immediato di 14mila euro, dei quali 11mila di indennizzo e tremila per il recupero del biglietto.
Nel frattempo proseguono le estrazioni del carburante dalla nave anche se questa mattina vi è stata una sosta dovuta a forti venti di grecale . Delle 2.400 tonnellate presenti ne resta circa il 33%. Un obiettivo importante per far si che si abbia la certezza di evitare il un possibile rischio di danno ambientale per l’Isola del Giglio e tutto il mar Tirreno. Solo una volta tolti i carburanti si potrà cominciare con le operazioni di rimozione del relitto.

Enrico Ferdinandi

22 febbraio 2012

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