Spray al peperoncino nel 2015 per i reparti mobili della Polizia di Stato

Spray al peperoncino nel 2015 per i reparti mobili della Polizia di Stato

 spray al peperoncinoÈ stato dato il via allo spray al peperoncino a partire dal 2015 anche per i reparti mobili della Polizia di Stato al fine di «ridurre il contatto tra forze dell’ordine e manifestante». La sperimentazione dello spray partita con la Polizia e i Carabinieri è andata bene, quindi ora potrà essere usato durante le manifestazioni di piazza o nei servizi d’ordine negli stadi, con una gittata di cinque metri. Alessandro Marangoni , Vicecapo della Polizia di Stato, aveva anticipato la novità ai sindacati di categoria già a settembre.

Sindacati che sono soddisfatti ma anche cauti riguardo ai rischi reali dell’utilizzo, soprattutto nei soggetti affetti da asma o patologie cardiovascolari. Alessandro Montunato, Segretario Generale Aggiunto della UIL Polizia ritiene «ragionevole fare ricorso a mezzi idonei allo scopo, come idranti e lo spray urticante. Per quest’ultimo l’esperienza delle Volanti ha dimostrato che chi ne è colpito è refertato in ospedale con un giorno di prognosi»; un deterrente come gli idranti, efficace sulla carta ad attenuare i momenti di tensione, ritenendo «meglio un raffreddore che una manganellata», anche se non sono state sciolte tutte le perplessità relative all’effettiva pericolosità della sostanza irritante contenuta nello spray. Un effetto irritante e di infiammazione di almeno due ore, con un aumento quindi della trasmissione nervosa della sensazione dolorosa di pelle e mucose rispetto ai gas lacrimogeni. A questo proposito è atteso dal Ministero degli Interni «un vademecum che disciplini con chiarezza l’utilizzo dello spray e che disciplini punto per punto le fasi di soccorso», perché l’agente operatore non può conoscere i rischi sulla salute di chi ha di fronte ed accollarsi il rischio durante un respingimento, «di certo non possiamo correre dietro ai singoli manifestanti che si dovessero allontanare dopo essere stati irrorati». Anche Innocenzo Carbone, Segretario Nazionale dl SIULP, è preoccupato dagli eventuali rischi sulla salute, ma «la responsabilità degli agenti è fatta salva nel momento in cui si risponde ad un ordine. Lo spray al peperoncino e le conseguenze del suo utilizzo impongono una verifica attenta dei rischi, attraverso ad esempio il Consiglio Superiore della Sanità, e la decisione deve essere sempre ponderata valutando le eventuali conseguenze» perché «tutti i diritti devono essere attentamente tutelati, sia degli operatori della sicurezza che dei manifestanti».

Il 16 dicembre si è svolto a Roma l’ultimo corso di aggiornamento sulle tecniche e l’utilizzo dello spray urticante a base di Capsaicina, principio attivo derivato dai frutti delle piante del genere Capsicum (tra cui il comune peperoncino); i partecipanti dovranno poi addestrare i celerini. La prima caserma a testare lo spray di 229 ml a getto balistico sarà la Antonio Annarumma di Milano, sede del III Reparto Mobile. Lo spray, catalogato come arma, verrà assegnato ai capisquadra e i poliziotti avranno in dotazione anche un decongestionante a base di acqua utile sia al soccorso del manifestante colpito che degli agenti eventualmente irrorati.

In Europa questo spray è in dotazione alle forze di Polizia della Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Finlandia e Slovenia, sia per pattugliamento che per manifestazioni. Anche negli Stati Uniti è utilizzato abitualmente, generando a volte polemiche e dubbi per l’uso in alcuni casi indiscriminato, con relative conseguenze per la salute; ad allarmare non è solo la reazione alla Capsaicina ma anche agli altri agenti chimici contenuti nelle bombolette, con potenziali effetti collaterali gravi come insufficienza respiratoria, alterazioni neurologiche e aritmie.

Paola Mattavelli
22 dicembre 2014

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