Bussi, assolti i 19 imputati e reato di disastro colposo prescritto

Bussi, assolti i 19 imputati e reato di disastro colposo prescritto

2014-09-09-19-08-51bussi_disCHIETI – Camillo Di Paolo, Maurilio Aguggia, Vincenzo Santamato, Carlo Cogliati, Nicola Sabatini, Domenico Alleva, Nazareno Santini, Luigi Guarracino, Ginacarlo Morelli, Giuseppe Quaglia, Carlo Vassallo, Luigi Furlani, Alessandro Masotti, Bruno Parodi, Mauro Molinari, Leonardo Capogrosso, Maurizio Pizzardi e Salvatore Buoncoraglio sono stati tutti assolti dall’accusa di avvelenamento delle falde vicine alla discarica di Bussi, mentre il reato di disastro doloso è stato derubricato a ‘colposo’ ed è caduto in prescrizione in quanto si tratta di condanne risalenti agli anni ’90.

E’ una sentenza che fa discutere ed ha, fin dalla fase dibattimentale, alimentato numerose polemiche: ricordando infatti le parole dell’avvocato Gerardis pronunciate lo scorso ottobre in una pausa dell’udienza: “L’inquinamento esiste ancora ed è molto grave, ed è un inquinamento che coinvolge le matrici sotterranee, le falde profonde, che però sono le falde che poi alimentano le acque superficiali. Non possiamo assolutamente dire che questo inquinamento è finito e lo proveremo scientificamente, con dei dati scientifici, non è un’opinione dell’avvocatura dello Stato”. Al tempo furono chieste pesanti condanne per gli imputati e un cospicuo risarcimento danni (intorno ai 2 miliardi di euro) a Edison, proprietaria del sito in esame.

La Corte, però, si è espressa con una sentenza che sovverte le aspettative di condanna riconoscendo innocenti gli imputati e dichiarando prescritto il reato di disastro colposo: in sostanza – benché la discarica sia ancora lì al suo posto – il disastro colposo non è più perseguibile. Ciò genera una situazione paradossale: il sito infatti potrebbe continuare ad inquinare l’ambiente indisturbato e nessuno può impedire che questo accada. Il fatto ricorda molto la recente sentenza della Corte in merito alla vicenda eternit, che già ha fatto scalpore ed ha suscitato polemiche, specie nell’opinione pubblica.

I parlamentari pentastellati delle commissioni Ambiente, con una nota hanno dichiarato: “È l’ennesima prescrizione che assolve tutti e lascia impunito un reato grave e certificato come il disastro colposo. Una sentenza che ci lascia senza fiato. Si certifica il disastro ma poichè è stato derubricato da doloso a colposo è scattata la prescrizione”. Ai 5 stelle fa da eco l’avvocato del Wwf Tommaso Navarra: “non si è affermata la responsabilità perché come avviene purtroppo in Italia, anche di frequente, caso Eternit insegna, il tempo per accertare è un tempo incompatibile per affermare la responsabilità. Questo ci deve far riflettere, ma deve far riflettere anche il territorio e gli abruzzesi: dobbiamo essere più vigili sul nostro territorio perché soltanto una presenza costante può portare un accertamento immediato dei fenomeni gravi di inquinamento per non rimanere con il cerino acceso della bonifica”.

Sconcerto anche da parte del sindaco di Pescara Marco Alessandrini: “La sentenza suscita malcelato sconcerto nelle comunità territoriali. Una breve Camera di Consiglio e uno scarno dispositivo pongono una pietra tombale sul primo grado di giudizio di una vicenda che ha sensibilmente scosso l’opinione pubblica per i suoi riflessi sulla salute. Il Comune di Pescara, specie considerando l’intervenuta assoluzione per il reato di avvelenamento delle acque, dovrà leggere con attenzione le motivazioni della sentenza per valutare qualunque forma di ulteriore azione giudiziaria”.

Intanto, nel dispositivo siglato dal presidente della Corte Camillo Romandini si legge: “Visti gli articoli 442 e 530 CPP assolve gli imputati dal reato loro ascritto A ‘avvelenamento acque’ perché il fatto non sussiste. Visti gli articoli 521 e 531 CPP previa derubricazione del reato contestato B (disastro ambientale doloso) in quello di disastro colposo ex art.449 CP dichiara di non doversi procedere nei confronti degli imputati per intervenuta prescrizione”. Adesso non rimane che attendere le motivazioni della sentenza e vedere quali saranno le mosse successive di chi si ritiene parte lesa.

Davide Lazzini
20 dicembre 2014

 

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